• Michele Venetico, italiano ferito a Bruxelles: 'Sono vivo per miracolo'

Michele Venetico, italiano ferito a Bruxelles: 'Sono vivo per miracolo'

Giovane impiegato in aeroporto: 'Fuggendo calpestavamo i corpi'

"E' stato orribile. Sono vivo per miracolo": in lacrime, ancora sotto choc, Michele Venetico, 21 anni, italiano nato in Belgio, è tra i feriti dell'attentato all'aeroporto di Bruxelles. Il ragazzo lavora nello scalo della capitale belga da tre anni. Da uno era stato assegnato alla biglietteria della Swissport. "Abbiamo sentito prima un boato venire da lontano e non abbiamo capito cosa stesse accadendo - dice all'ANSA -. Poco dopo c'è stata un'esplosione tremenda all'altezza delle file 4 e 5, vicino alla biglietteria della Delta".

"E' stato l'inferno - racconta - i muri e parte di tetto sono venuti giù, i vetri sono andati in frantumi. Eravamo terrorizzati. Abbiamo cominciato a urlare, piangere e ci siamo rifugiati nell'ufficio che si trova dietro alla biglietteria che è rimasto in piedi". Michele Venetico è stato portato in ospedale per ferite all'orecchio e alla testa e poi dimesso. "I soccorsi sono stati tempestivi - dice - Ci hanno raggruppato tutti insieme anche perché non volevamo separarci. Poi i feriti gravi sono stati portati in ospedale, gli altri, prima al Novotel, poi al nosocomio per controlli". "L'esplosione è stata tanto forte - spiega - che ho visto volare via decine di bagagli e un passeggino. Intorno c'era polvere e fumo e mentre cercavamo di scappare calpestavamo corpi a terra", "Alcuni passeggeri - dice - sono stati portati sulla pista. Chi era vicino alle uscite è scappato fuori".

Venetico, padre di Ciminna (Palermo), madre siciliana ma nata in Inghilterra, è nato a Bruxelles, con cittadinanza italiana. I suoi sono emigrati in Belgio da 50 anni. Il padre lavora in una tipografia, la madre è casalinga e ha una sorella di 28 anni. "Non credo che esista un problema controlli - spiega - L'aeroporto era sorvegliato. Prima dell'esplosione stavo parlando con un militare. E' pieno di polizia. Questi atti sono imprevedibili. Arrivano e colpiscono e fermarli è davvero difficile". Sul profilo Facebook, Venetico dopo gli attentati a Parigi ha postato una sua foto con lo sfondo della bandiera francese in segno di solidarietà alla vittime del terrorismo.

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