Studente, ho rotto con miei parenti boss

''Ma Stato non investe nella cultura, nella prevenzione''

(ANSA) - PALERMO, 29 FEB - "I miei parenti sono stati condannati per mafia. Non ho paura di dirlo qui, davanti a tutti, perché ho deciso di rompere con la mia famiglia, di invertire la rotta. Tutti devono deviare, tagliare questo filo perverso. Ma lo Stato non investe nella cultura, nella prevenzione, nella partecipazione. Perché?". Questa la testimonianza di uno studente dell'ITC Marco Polo di Palermo, intervenuto stamane alla quinta Conferenza del progetto educativo antimafia 2015-2016, promosso dal Centro Pio La Torre.
    "Lo Stato se ne frega - ha continuato - non interviene davvero per togliere le radici di questo male. Lo Stato siamo noi, è vero, ma solo fino a un certo punto. Da soli non possiamo combattere nulla, solo le istituzioni possono intervenire per colpire nel cuore la mafia, recidendone le cause sociali e culturali". (ANSA).
   

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