Al Qaeda:imputati,intercettazioni errate

Dichiarazioni spontanee presunto capo pakistano,'non c'entriamo'

(ANSA) - SASSARI, 26 FEB - Le intercettazioni su cui fonda il processo a carico degli 11 pakistani arrestati nell'aprile 2015 a Olbia e in altre parti d'Italia, accusati di aver costituito una cellula di Al Qaeda, sono errate: il ricorso a un dialetto anziché un altro nel corso della traduzione ha generato un grande fraintendimento. È questa la posizione ribadita al termine di un'udienza durata cinque ore da Sultan Wali Khan, 40 anni, capo della comunità pakistana di Olbia e figura centrale del processo, accusato tra l'altro di essere tra gli organizzatori dell'attentato terroristico di Peshawar, in Pakistan, in cui il 28 ottobre 2009 morirono cento persone. Di fronte alla Corte d'Assise, Khan ha chiesto e ottenuto - così come Hafiz Muhammad Zulfikal, anche lui pakistano, 44 anni, altro personaggio di spicco della vicenda - di poter rendere dichiarazioni spontanee, ribadendo la convinzione che la rilettura delle intercettazioni permetterà di dimostrare l'inconsistenza dell'intero impianto accusatorio.
   

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