Torino 2006: Christillin: 'Pechino si ispira a noi per 2022'

'Che brivido quando il Cio scelse Torino. Ed ora siamo esempio'

L'Olimpiade di Torino "è stata tutta un'emozione, ma forse la sensazione più intensa l'ho provata quella mattina di giugno '99 a Seul, quando il Cio ha proclamato la sua scelta per i Giochi Invernali del 2006. Avevamo portato a casa un risultato che sembrava impossibile, battendo la grande favorita, la svizzera Sion. E c'era ancora l'Avvocato". In cima ai ricordi 'a cinque stelle' di Evelina Christillin, oggi presidente di Enit e del Museo Egizio di Torino, allora presidente esecutivo del comitato promotore di Torino 2006, c'è quel momento magico, le quattro fatidiche parole pronunciate dal presidente del Cio Juan Antonio Samaranch: "The winner is Torino" (la vincitrice è Torino).
"Eravamo una ventina a lavorare in quel comitato, ci avevamo messo l'anima per un anno e mezzo, ma sembrava talmente difficile spuntarla e pochi al di fuori di noi ci credevano davvero. Ma ce l'abbiamo fatta - continua Christillin - e sono stati Giochi apprezzati in tutto il mondo, preparati in sette anni molti intensi".
La 'signora delle Olimpiadi', come era stata ribattezzata all'epoca, aveva illustrato per la prima, con il sindaco di Torino Valentino Castellani, il progetto olimpico torinese nel giugno del '98, a Siviglia, al comitato esecutivo del Cio e all'assemblea plenaria dei comitati olimpici di tutto il mondo. "Torino 2006 - sottolinea Evelina Christillin - ha lasciato infrastrutture ed impianti ed un'eredità immateriale altrettanto importante, se non ancora di più: i Giochi hanno evitato di fare sprofondare Torino nel declino ed hanno restituito orgoglio e senso di appartenenza ai suoi cittadini. Di certo, il merito del progetto strategico per la nuova era di Torino è in buona parte delle amministrazioni cittadine guidate prima da Castellani e poi da Sergio Chiamparino, ma l'organizzazione dei Giochi ha fatto da volano a questi programmi, è stato il propellente. Prima delle Olimpiadi Invernali - continua Evelina Christillin -, pochi in Asia o in America sapevano davvero dov'era Torino ed il Piemonte, ora la città e la regione sono diventate una meta turistica. Ed un altro bellissimo lascito olimpico sono stati i volontari: è stata costruita una rete sociale straordinaria che è ancora in buona parte attiva per tante manifestazioni".
Qualche "'buco nero' è rimasto - ammette la 'signora delle Olimpiadi torinesi': il villaggio di Torino (nell'area degli ex Mercati Generali, ndr), per esempio, e soprattutto la pista per bob, slittino e skeleton di Cesana: l'avevamo sempre detto che quell'impianto non andava costruito, sapevamo che sarebbe stato uno sfregio ambientale e che sarebbe stata problematica la gestione post-olimpica; dalla Francia c'era stata l'offerta di La Plagne di ospitare le gare olimpiche, e ci avrebbero anche dato una quota, ma c'è chi ha insistito per l'impianto nuovo".
Le "poche note dolenti", tuttavia, non cambiano il bilancio dei Giochi di Torino 2006 a 10 anni di distanza: "Hanno portato l'eccellenza italiana nel mondo ed oggi fa piacere che il comitato organizzatore di Pechino 2022 si rivolga proprio noi per avere indicazioni sull'allestimento dei loro Giochi: Torino 2006 è una best practice riconosciuta".

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