Capotreno aggredito, imputati negano

L'uomo, ferito da un gang di 'latinos', rischiò un braccio

(ANSA) - MILANO, 18 GEN - "Il capotreno mi ha dato un calcetto alla gamba e io ho reagito verbalmente dicendogli che mi doveva chiedere scusa e mi dispiace per questa mia reazione".
    E' quanto, in sostanza, avrebbe detto uno dei sei giovani sudamericani imputati nel processo con rito abbreviato e a porte chiuse con al centro l'accusa di tentato omicidio per l'aggressione con un machete ai danni del capotreno Carlo Di Napoli, avvenuta lo scorso 11 giugno alla stazione di Villapizzone, alla periferia di Milano.
    Di Napoli, presente anche oggi in aula, rischiò di perdere un braccio. Tre dei sei imputati si sono fatti interrogare e, in sostanza, tutti hanno spiegato che quel giorno erano ubriachi e e hanno negato di aver partecipato all'aggressione con il machete. A sferrare il colpo contro il capotreno, secondo l'accusa, è stato Josè Ernesto Rosa Martinez, salvadoregno, il quale, sempre secondo le indagini, faceva parte così come gli altri della gang di 'latinos' MS13.
   

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