Siria: Putin, presto per parlare di asilo politico a Assad

"Lo abbiamo concesso a Snowden, cosa che era molto più difficile". Arrivato cibo per Madaya e altri centri assediati

E' presto per parlare di un eventuale asilo politico a Bashar al Assad in Russia: lo ha detto Vladimir Putin in un'intervista al tabloid tedesco Bild pubblicata oggi. "Penso che sia abbastanza prematuro discutere di questo", ha dichiarato il leader del Cremlino, che ha pero' poi aggiunto: "Abbiamo concesso l'asilo politico al signor Snowden, cosa che era molto piu' difficile di quanto lo sia concederlo ad Assad".  Secondo il presidente russo, inoltre, se le prossime elezioni in Siria saranno "condotte democraticamente, al Assad probabilmente non avra' alcun bisogno di lasciare il paese" e "non e' importante se rimarra' presidente o meno". La Siria ha bisogno di una riforma costituzionale in modo da avere "elezioni parlamentari e presidenziali anticipate" che siano "basate sulla nuova Costituzione": lo ha detto Putin in un'intervista alla Bild sottolineando che si tratta di "un processo complicato".

Riunione Consiglio Sicurezza su situazione umanitaria  - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunisce per discutere la situazione umanitaria nelle zone assediate in Siria. Lo afferma la missione neozelandese al Palazzo di Vetro. Il meeting - previsto nel pomeriggio di New York - si terrà a porte chiuse e vi prenderà parte anche il sottosegretario generale Onu per gli Affari umanitari, Stephen O'Brien. "E' incoraggiante che un convoglio di aiuti umanitari sia arrivato a Madaya, ma questo è solo l'inizio - ha commentato l'ambasciatore neozelandese Gerard van Bohemen, che ha chiesto la riunione insieme alla Spagna - Abbiamo bisogno che gli aiuti arrivino a tutti coloro che ne hanno bisogno in Siria".

Cibo e medicine hanno cominciato oggi ad arrivare in tre località siriane assediate, tra le quali Madaya, la cittadina solo 24 chilometri a nord-ovest di Damasco dalla quale nei giorni scorsi sono state diffuse le fotografie di persone ridotte alla fame che hanno scioccato il mondo. Due convogli umanitari organizzati dalla Mezzaluna rossa hanno potuto raggiungere all'imbrunire Madaya, popolata in maggioranza da sunniti e circondata da forze governative e del movimento sciita libanese Hezbollah, e Fuaa e Kafraya, nella provincia nord-occidentale di Idlib, dove la popolazione sciita è assediata da forze ribelli sunnite. Ma gli aiuti, che dovranno bastare per circa un mese, verranno distribuiti in tutto solo a 60.000 persone, una piccola parte del totale di 400.000 civili che secondo l'Onu sono ridotti alla fame in varie aree del Paese poste sotto assedio dall'una o dall'altra parte.

 

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