Oxfam, no a uso forza per impronte digitali

 "L'uso della forza per costringere le persone a dare le proprie impronte digitali non deve essere permesso": Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia ha commentato così la richiesta della Commissione Europea di modificare le norme nazionali per prevedere l'uso della forza per identificare i migranti, questa mattina nell'ambito della tavola rotonda "The European Migration crisis - the need for a common policy" tenuto alla Camera dei Deputati. "Oxfam esprime forte preoccupazione per quanto sta avvenendo nei centri di prima accoglienza dove vengono raccolti i migranti subito dopo lo sbarco e dove hanno sede gli hotspot su cui l'Ue chiede un'accelerazione" ha detto Barbieri. "La detenzione di fatto dei migranti in attesa di identificazione, la mancanza di informazioni sulla possibilità di chiedere asilo e la distinzione operata in modo sommario tra richiedenti asilo e migranti economici, rischiano di aprire un baratro sui diritti di queste persone". "Vogliamo porre la nostra attenzione anche su una fase successiva, che riguarda il funzionamento delle commissioni territoriali per l'esame delle richieste di asilo - ha detto Barbieri - i tempi delle audizioni sono sempre più brevi, fino a un quarto d'ora, e spesso i commissari - come evidenziato dal Tavolo nazionale asilo e Unchr - non hanno le competenze previste per esaminare le richieste di protezione. Troppi richiedenti asilo non ricevono nessuna assistenza legale in preparazione all'intervista con le Commissioni - ha concluso Barbieri - in questo modo non possiamo essere sicuri che l'effettivo bisogno di protezione venga riconosciuto".

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