Tangenti per appalti in basi Aeronautica, 8 arresti

Associazione a delinquere composta da militari, dipendenti civili della Difesa e imprenditori

Mazzette per l'aggiudicazione di appalti all'interno di diverse basi dell'Aeronautica: otto le persone arrestate dai carabinieri del Comando Tutela per l'Ambiente, al termine di un'inchiesta - coordinata dalla procura di Velletri - su un'associazione per delinquere composta da militari, dipendenti civili della Difesa e imprenditori.

Il blitz dei militari del Noe del colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, è scattato all'alba, in collaborazione con il comando Carabinieri per l'Aeronautica militare e i comandi provinciali dell'Arma di Roma e Latina. Numerose le perquisizioni eseguite in diverse città. L'inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Velletri Francesco Prete e dal sostituto Carlo Morra.

Chi sono gli arrestati - Quattro arresti in carcere e quattro ai domiciliari. Nelle carceri di Roma e di Velletri sono finiti l'imprenditore Giovanni Sabetti, 45 anni, di Avezzano; Fabrizio Ciferri, 48enne di Grottaferrata, dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell'Aeronautica militare di Pratica di Mare; Gianpiero Malzone, 48 anni, tenente colonnello in servizio presso l'Ufficio Infrastrutture ed impianti del 2/o Reparto Genio Aeronautica militare e l'imprenditore di Anzio Massimiliano Ciceroni, di 42 anni. Arresti domiciliari, invece, per Stefano Pasqualini, 53 anni, di Monte Compatri (Roma), dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell'Aeronautica Militare di Pratica di Mare; Angelica Mariana Ruscior, 35enne rumena, compagna di Ciferri; l'imprenditore Roberto Bacaloni, 59 anni, di Velletri e Antonio Chiaro, romano 45enne, pure lui imprenditore. I carabinieri del Noe hanno inoltre notificato avvisi di garanzia ad ulteriori sette imprenditori, un capitano ed un graduato dell'Aeronautica militare. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, quelli di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa dei liberi incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed accesso clandestino in una installazione militare.

Le indagini hanno consentito di ricostruire "l'alterazione di almeno nove gare di appalto, tutte riguardanti opere di manutenzione ordinaria o straordinaria di edifici adibiti a vari usi ed ubicati presso diverse installazioni dell'Aeronautica militare". Secondo la procura di Velletri le basi interessate sono quelle di Capodichino, Centocelle, Pratica di Mare, Vigna di Valle e Guidonia. Si tratta di appalti per un valore complessivo di quasi nove milioni di euro, assegnati a varie società collegate all'intermediario Giovanni Sabetti, uno degli arrestati, ubicate nelle province di Roma e Latina. La procura di Velletri sottolinea come l'indagine, sviluppata dal settembre 2014 al novembre 2015, abbia permesso, "grazie a prolungate intercettazioni ambientali e telefoniche e all'installazione di dispositivi di registrazione audio-video negli uffici interessati, di delineare compiutamente l'operatività dell'associazione" per delinquere, "capeggiata da Giovanni Sabetti ed a cui aderiscono il tenente colonnello dell'Aeronautica Militare Gianpiero Malzone, gli impiegati civili presso il 2/o Reparto Lavori Genio dell'Aeronautica Militare di Ciampino, Fabrizio Ciferri e Stefano Pasqualini, la compagna del Ciferri, Angelica Mariana Ruscior, e l'imprenditore Massimiliano Ciceroni".

Un dipendente della Difesa sarebbe stato l'autore dell'alterazione delle gare d'appalto: "decine di volte" sarebbe penetrato nell'ufficio dove le buste erano chiuse in cassaforte e ne avrebbe manipolato il contenuto. Per uscire dalla base di Ciampino senza dare nell'occhio avrebbe coinvolto un capitano che l'avrebbe nascosto nel bagagliaio dell'auto.

Secondo gli inquirenti, l'operazione ha consentito di "disarticolare un sodalizio criminale composto da imprenditori e dipendenti civili e militari del 2/o Reparto Lavori Genio dell'Aeronautica militare di Ciampino". Questi, attraverso quello che gli investigatori definiscono un "consolidato sistema corruttivo", avrebbero "sistematicamente alterato le gare d'appalto, per un valore di quasi nove milioni di euro, bandite dall'ente ed inerenti la manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici adibiti a vari usi ubicati presso diverse installazioni dell'Aeronautica militare". 

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