• Istat: migliora il reddito delle famiglie, ma restano forti le disuguaglianze al Sud

Istat: migliora il reddito delle famiglie, ma restano forti le disuguaglianze al Sud

Rapporto Istat, il reddito posseduto dal 20% della popolazione con i redditi più alti è 6,7 volte quello posseduto dal 20% con redditi più bassi

Presentato oggi dall'Istat il rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile. Secondo il Bes il benessere economico delle famiglie italiane è in aumento, ma con forti disuguaglianze soprattutto al Sud.  Secondo il documento aumentano il reddito disponibile (dello 0,7% nel 2013 e dello 0,1% nel 2014), e il potere d'acquisto, cresce la spesa per i consumi e sempre meno famiglie mettono in atto strategie per contenere la spesa. Anche se il rischio di povertà e la povertà assoluta sono in diminuzione, segnala il rapporto, cresce la quota di individui che vivono in famiglie che hanno intensità lavorativa molto bassa, cioè dove le persone hanno lavorato meno del 20% del potenziale, arrivata al 12,1%. "Il Mezzogiorno - sottolinea il documento - oltre ad avere un reddito medio disponibile decisamente più basso del Nord e del Centro, ha anche la più accentuata disuguaglianza reddituale: il reddito posseduto dal 20% della popolazione con i redditi più alti è 6,7 volte quello posseduto dal 20% con redditi più bassi, mentre nel Nord il rapporto è di 4,6". L'indice composto di reddito e disuguaglianza, sottolinea l'Istat, è leggermente più alto rispetto al 2013, ma di appena 0,2 punti (da 97,5 a 97,7). Anche l'indice del disagio economico aumenta leggermente, ma resta molto al di sotto del 2010.

Rimane costante la quota di italiani che ha una 'grande deprivazione' dal punto di vista economico, intorno al 7%, il 15% della popolazione maggiore di 16 anni (il 20,6% della popolazione del Mezzogiorno) non può permettersi di sostituire gli abiti consumati, un quinto non può svolgere attività di svago fuori casa per ragioni economiche, un terzo non può permettersi di sostituire mobili danneggiati. La deprivazione riguarda anche i più piccoli

Migliora la gestione dell'ambiente, ma rimangono criticità. Il rapporto segnala luci e ombre anche per il settore della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale. Aumenta la disponibilità delle aree verdi per il paese, che ora coprono il 2,7% del territorio (32,2 metri quadrati per abitante), si riduce l'inquinamento dell'aria, e cresce l'uso di rinnovabili. Il documento però segnala ritardi nella gestione dei rifiuti, con lo smaltimento in discarica che rimane un terzo del totale, molto di più che nel resto d'Europa, e in quella dell'acqua, che ha ancora troppa dispersione.

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