Papa Francesco con i gitani tra danze e musica

Rom e nomadi benedetti dal pontefice nell'Aula Paolo VI

"Vorrei che per il vostro popolo si desse inizio ad una nuova storia. E' arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia". Lo ha detto il Papa nell'udienza al popolo gitano.

Costumi, danze e musica del popolo gitano nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, dove il Papa sta incontrando settemila gitani per l'udienza nell'ambito del pellegrinaggio mondiale che ha portato rom e nomadi in Vaticano da tutte le parti del mondo. Il Papa è stato accolto con grande calore: molti allungavano immaginette e statue votive affinché il pontefice le potesse benedire. Diversi i regali donati al Papa nel percorso nell'Aula. Ad aprire lo spettacolo gitano una danza dei bambini rom di Mazara del Vallo. I partecipanti all'udienza sono stati anche invitati a pranzare in Vaticano. Papa Francesco accoglie i Gitani con una espressione nella loro lingua, il romanì: "O Del si tumentsa!", "il Signore sia con voi", ha detto all'inizio dell'udienza.

 "Non vogliamo più assistere a tragedie familiari in cui i bambini muoiono di freddo o tra le fiamme, o diventano oggetti in mano a persone depravate". Lo ha detto il Papa nell'udienza con i Gitani. Queste tragedie sono legate alla "indifferenza e incapacità di accettare costumi e modi di vita diversi dai nostri".

 

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