• Scuola: sciopero nella prima ora degli scrutini. Renzi, "Testo migliorabile". Bersani: "Con ritocchi la votiamo"

Scuola: sciopero nella prima ora degli scrutini. Renzi, "Testo migliorabile". Bersani: "Con ritocchi la votiamo"

Il premier: "Ma Paese si è rimesso in moto". Allarme numeri per Senato

I sindacati della scuola restano sul piede di guerra e confermano lo sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni. 

Il ddl scuola "lascia irrisolte molte delle sue più evidenti criticità e non dà risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall'intero mondo della scuola", affermano i sindacati della scuola che ribadiscono, in un comunicato unitario, le iniziative di mobilitazione già anticipate ieri sera, incluso lo sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni. 

 Non chiude a ritocchi ma sottolinea soddisfatto che "finalmente qualcosa si è messo in moto". Il premier Matteo Renzi commenta così, a margine della segreteria del Pd, la riforma della scuola approvata ieri dalla Camera. Con alcuni ritocchi, "felicissimi di votarlo", commenta a stretto giro Pier Luigi Bersani.

Renzi, si può sempre discutere e migliorare - "Si può sempre discutere - sottolinea il premier - e migliorare ma la cosa vera è che questo Paese si è rimesso in moto". "Le cose si fanno, le leggi vengono approvate e poi naturalmente le discussioni, le valutazioni diverse, ma sono molto fiducioso" ha aggiunto. Renzi ribadisce che "sulla scuola stiamo discutendo". "Dopo anni finalmente c'è un investimento sull'edilizia scolastica - ha aggiunto - dopo anni ci sono centomila precari che vengono assunti. E poi si può sempre discutere e migliorare".

Bersani, con qualche modifica felicissimi di votare - "Con qualche correzione ancora al Senato tutti saranno felicissimi di votare". Così Pier Luigi Bersani sul passaggio al Senato del ddl Scuola chiedendo di stare "al merito della questione, tutti vedono i problemi aperti: poteri del dirigente scolastico, discriminazioni tra precari". Per un buon esito della riforma della scuola, secondo l'ex segretario "bisogna discutere", non mettere la fiducia: "Se si vuole correggere qualcosa non ci vuole molto tempo". "La discriminazione irrazionale tra precario e precario lascia una ferita molto profonda, difficile da spiegare e da motivare", aggiunge Bersani per il quale in gioco "non c'è nient'altro che il merito della questione", la durata dell'esecutivo non c'entra.

Siparietto del premier con i tassisti - La giornata del presidente del Consiglio oggi è iniziata così: con battute sul calcio e sulle pensioni con tassisti e tifosi. Recandosi a piedi alla segreteria del Pd, Renzi prima si è fermato con un gruppetto che gli ha chiesto di non dimenticarsi dell'Imu agricola, poi un tassista lo ha chiamato per parlargli della pensione del padre. "Mattè prende poco più di mille euro, non si trova con i conti, come si fa?", gli ha detto il tassista e Renzi prima ha chiesto se erano netti e poi ha risposto "forse non ci sta". Poi, la partita di ieri sera Lazio-Juventus. "Di che squadra sei? - ha chiesto il premier - Della Roma? Allora ieri hai sofferto". Contro risposta del tassista: "Mattè, tu ne hai da vedere di finali...". E il presidente del Consiglio ha scherzato: "Grazie, sei un amico te".

Le novità - A settembre, quando suonerà la prima campanella dell'anno scolastico - sempre che il Senato confermi quanto è uscito dalla Camera - sono parecchie le novità che prof e studenti troveranno tornando in classe: presidi che potranno scegliere la propria squadra di prof, materie potenziate (Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie), discipline opzionali (curriculum flessibile), la possibilità per gli studenti (liceali inclusi) di fare esperienze di lavoro in azienda, in enti pubblici, musei, ma anche all'estero e - per la gioia del ministro Poletti - d'estate. Ma se sui controsoffitti delle aule a prova di crollo nessuno ha da obiettare, su superpresidi, precariato e tutele contrattuali, invece, il cahier de doleances è assai lungo. Una lettera, firmata da una cinquantina di deputati di Area Riformista, è stata promossa da Roberto Speranza e Gianni Cuperlo per chiedere ai senatori dem "l'impegno del Senato per portare a ulteriori e necessari cambiamenti" per i punti critici che non hanno trovato soluzione, dalla "permanenza della chiamata diretta da parte del preside in una logica monocratica" alla "discriminazione che colpisce gli insegnanti abilitati di seconda fascia e tutti gli altri precari". "Cambiare la scuola si può e si deve. Ma la scuola - concludono nella lettera Cuperlo &co - si cambia con la scuola". Chi protesta aspetta i fatti.

 

 

 

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