Amianto e scuole, conferenza a Firenze

Il caso della 'Da Vinci' al centro dell'incontro Ona del 10 aprile

Il problema dell'amianto nelle scuole, in particolare quelle fiorentine: questo il tema della conferenza dell'Osservatorio nazionale amianto (Ona) in programma in Palazzo Vecchio a Firenze il 10 aprile.

"In più di 2.400 scuole - afferma l'Ona - ci sono materiali che contengono amianto e che costituiscono una fonte di rischio per la salute di più di 350.000 alunni e di 50.000 dipendenti del Ministero dell’Istruzione, senza considerare gli altri edifici pubblici e alcune università. Indagini epidemiologiche hanno messo in luce decine di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate tra ex docenti e personale non docente, che hanno portato l’Ona ad insistere affinché si avviino le bonifiche. È il caso della scuola 'Falcone' di Roma, come quella 'Da Vinci' di Firenze".

"'Vietato appendere chiodi, vietato graffiare le pareti, vietato chiudere violentemente porte e finestre, vietato persino correre nei corridoi e spostare banchi, sedie e cattedre: dai muri potrebbero fuoriuscire fibre di amianto'. E' questo l'elenco - rivela l'Ona - delle 'norme di comportamento' affisse in tutte le 16 classi dell'Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Firenze, che hanno portato la coordinatrice del Comitato delle mamme degli alunni esposti ad amianto, Antonella Franchi, a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, che ha già avviato le indagini".

"La prima denuncia sulla presenza del materiale cancerogeno all'interno del plesso scolastico - ricorda l'Ona - risale al 1997: all'epoca il sopralluogo e le analisi svolte dal Dipartimento provinciale dell'Arpat e recepite dalla Usl competente, in particolare sull'edificio del Biennio, appurarono che 'il manufatto, realizzato con pannelli di tipo sandwich, è costituito per le due parti esterne in fibro cemento con presenza di amianto crisotilo, per la parte interna in cartone amianto con presenza di amianto crisotilo'. In quell'occasione l'Arpat, che inviò anche un'informativa alla Procura della Repubblica di Firenze per inosservanza della norme in materia di prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro, indicò una direttiva chiara: demolire l'edificio e ricostruirlo. 'Ci preme osservare - si legge ancora nel documento dell'Arpat - che sebbene siano state predisposte misure atte a contenere il rischio amianto nell'edificio, indubbiamente tale attività risulta assai onerosa sia per le risorse da impiegare sia per il livello di attenzione necessario alla sorveglianza, oneri peraltro destinati a crescere nel corso degli anni. Si rende quindi opportuna la richiesta della sostituzione dell'immobile con un altro più adatto'".

"A distanza di 18 anni - sottolinea l'Ona - la struttura del Biennio, ancora oggi di proprietà di Palazzo Vecchio come tutto il gigantesco complesso, è ancora lì, con il suo scheletro di amianto, invisibile e pauroso come un fantasma. Nel frattempo, alcune opere di bonifica sono state fatte: il Comune è intervenuto, l'ultima volta l'anno scorso, per rimuovere il tetto e il controsoffitto, come spiegato dalla vicesindaca Cristina Giachi durante il Consiglio comunale dello scorso 23 febbraio".

"Ciò non è sufficiente - afferma l'avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona e che con l’avvocato Saverio Rossi assiste la Franchi nel procedimento giudiziario -, perché è necessario che ci sia la bonifica a che si accertino le eventuali responsabilità. L’Ona chiederà che si istituiscano controlli sanitari su tutti coloro i quali hanno frequentato l’istituto Leonardo Da Vinci e gli altri contaminati".

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