• Schettino all'Isola? Lo scherzo delle Iene. Comandante, tutto falso

Schettino all'Isola? Lo scherzo delle Iene. Comandante, tutto falso

La trattativa e i dettagli: "Si muoverebbe per 2 milioni e mezzo". Ma l'interessato smentisce

Francesco Schettino all'Isola dei Famosi? Le Iene fanno uno scherzo allo staff del capitano della Costa Concordia e ne consegue una 'trattativa' con dettagli incredibilli. 

Tutto questo, riferiscono Le Iene, è accaduto qualche mese fa. Tra ottobre e novembre 2014, l’uomo che gestisce gli interessi del capitano Francesco Schettino ha condotto più volte una trattativa per organizzare l’approdo del 'naufrago' Schettino su L’Isola dei Famosi.

L'uomo che gestisce gli interessi di Schettino - come si sente nel servizio delle Iene - dice: “Le indicazioni che ho è che lui si muoverebbe per 2 milioni e mezzo” e ancora “Non va in galera adesso, ci va alla fine dei tre gradi. Quindi, comunque, da quel punto di vista, siete tranquilli” e ancora: "“Da parte sua c’è stato un ok. Lui mi ha detto: 'Se cominciamo tutto il giorno dopo la sentenza, per me non ci sono problemi'".

Poi chiarisce: “Lui viene per vincere” e “Bisogna capire come fare, perché se li prende sul suo conto, il Tribunale glieli sequestra il giorno stesso… Ci sto ragionando un po’ per vedere di fare una cosa in Brasile”.

Schettino a Isola Famosi? Comandante, tutto falso - Un presunto "procuratore" di Francesco Schettino avrebbe rappresentato a un inviato delle Iene fintosi manager televisivo la disponibilità del comandante alla partecipazione all'Isola dei Famosi in cambio di 2,5 milioni. Ma il comandante smentisce ogni "surreale" trattativa e di aver incarico alcuno a condurla e ricorda anche precedenti smentite della sua possibile partecipazione al reality. "Apprendo con grande amarezza di essere stato protagonista, a mia insaputa, di un servizio della trasmissione Le Iene andata in onda su Italia Uno ieri sera e incentrato sulla mia presunta partecipazione al reality di Canale 5 'L'isola dei famosi'. Con smisurato imbarazzo mi vedo costretto a dissociarmi completamente da quanto divulgato. La persona ritratta nel suddetto servizio che ha dichiarato di essere un mio rappresentante non è mai stato investito di alcunché mandato a portare avanti surreali trattative", spiega Schettino all'ANSA.

"Come dichiarato dall'inviato Giulio Golia - dice ancora Shettino - gli incontri tra il falso produttore dell'Isola dei famosi e il mio pseudo-rappresentante si sono svolti tra ottobre e novembre del 2014, mentre già nel mese di agosto del 2014 dopo che un settimanale, arbitrariamente e senza alcun fondamento, aveva pubblicato con grande enfasi la notizia di una probabile partecipazione al reality avevo diffidato attraverso un'azione dell'avvocato Cataldo Calabretta, professionista a cui sin dal aprile 2013 ho dato mandato di curare anche i rapporti con i media, tutti gli organi di stampa a diramare notizie false e tendenziose mirate a strumentalizzare ogni momento della mia vita. A seguito della tragedia del 13 gennaio 2012 oggi ci sono tante persone che stanno vivendo un dramma e nel rispetto della trasmissione televisiva - conclude Schettino - non riesco a comprendere la metamorfosi da iene" a sciacalli". La "trattativa", poi non conclusa, si è svolta tra il misterioso personaggio e le Iene, che hanno mandato in onda le telefonate e i video (con voce contraffatta e volto coperto dell'interlocutore) dei contatti tra il presunto "procuratore" ed il finto manager dell'"Isola", contatti durati dal 3 novembre scorso alla fine dello stesso mese. Nel corso degli incontri, che hanno spiegato le Iene si sono svolti dal 3 novembre alla fine dello stesso mese, mentre il processo per il naufragio della Costa Concordia era ancora in corso, il "procuratore" spiega anche che la partecipazione di Schettino sarebbe stata possibile dopo la sentenza di primo grado, pronunciata pochi giorni fa dal tribunale di Grosseto con la condanna a 16 anni. Quanto al pagamento della somma il presunto procuratore spiega anche sarebbe stato meglio fare "una cosa" in Brasile per evitare il sequestro del denaro da parte dei magistrati e che circa 200.000 euro sarebbero stati destinati ai familiari delle vittime del naufragio. 

 

 

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