Traghetto: fiamme su ponte 4, pm lavora rogatoria Grecia

Procura Bari valuta possibilità incidente probatorio su relitto

La Norman Atlantic fuma ancora, anzi brucia. Un principio di incendio si è sviluppato questa sera sul ponte 4 del traghetto, estendendosi in parte al ponte 3 e costringendo ad un intervento di emergenza i vigili del fuoco e il personale della Capitaneria di porto di Brindisi, che ora tengono sotto controllo le fiamme. Un focolaio alimentato dal forte vento, che oggi ha ostacolato anche il sopralluogo degli investigatori. Il relitto è costantemente monitorato e proseguono senza sosta le operazioni di messa in sicurezza, rese più urgenti dalle alte temperature della nave e dalla presenza a bordo di oltre 1.200 tonnellate di carburante. Il timore, infatti, è che il fuoco che continua ancora ad ardere nella pancia della nave possa arroventare anche il bunker in cui è contenuto il gasolio.

"Siamo in una situazione ancora di emergenza - ha detto il comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, Mario Valente - perché riteniamo che possa esserci ancora fuoco vivo nella pancia della nave". A quanto si apprende, è impossibile allo stato estrarre il carburante per ragioni statiche: la nave è inclinata e non più governabile. Eliminare un peso potrebbe provocare - dicono i tecnici che hanno eseguito i controlli - spostamenti non del tutto prevedibili. E mentre a Brindisi si è svolto oggi il quinto sopralluogo sul relitto, a Bari il pm Ettore Cardinali è al lavoro sulle carte dell'inchiesta. Potrebbe essere un incidente probatorio a cristallizzare gli elementi tecnici sul relitto della motonave naufragata lo scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi.

La Procura di Bari sta infatti valutando la possibilità di chiedere un incidente probatorio per alcuni accertamenti tecnici irripetibili sul relitto. In particolare le operazioni di ispezione sui mezzi che saranno estratti dalla poppa della nave, i dispositivi antincendio e l'impianto di videosorveglianza, oltre alle dotazioni di sicurezza. Saranno invece eseguiti qualificandoli come 'accertamenti tecnici irripetibili' le autopsie sui corpi delle nove vittime accertate e il lavoro tecnico sulle due scatole nere recuperate a bordo. Le autopsie, previste per ieri, sono state rinviate di una settimana per difetti di notifica agli indagati greci, il legale rappresentante e un dipendente della società Anek, noleggiatrice della motonave. È proprio sulla difficile collaborazione con la Grecia e sulla questione della competenza territoriale che ha lavorato oggi il pm, preparando la rogatoria con la Grecia per le notifiche a indagati e parti offese e iniziando a predisporre la risposta all'istanza depositata ieri da un difensore sull' incompetenza territoriale dei magistrati baresi.

Il pm sarà di nuovo a Brindisi per salire sul relitto e partecipare al sesto sopralluogo con i tecnici e gli investigatori, in attesa di spostare la motonave su un'altra banchina del porto dove procedere al taglio del portellone di poppa e quindi all'estrazione dei mezzi che saranno poi sottoposti ad accertamenti. Gli inquirenti non escludono che a bordo della Norman Atlantic ci siano anche i cadaveri di altre vittime del naufragio, alle quali proprio oggi, giorno dell' Epifania, è stata dedicata la tradizionale cerimonia della solenne benedizione ecumenica del porto da parte della Comunità Ellenica.

 

 

 

 

 

 

 

NORMAN ATLANTIC, LO SPECIALE - foto, video e reportage

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA