A Carrara tensione davanti a Comune

In Sicilia rientra l'allarme maltempo

Forte tensione davanti al comune di Carrara (Massa Carrara) dove circa 2000 persone, quasi tutti alluvionati, si sono riuniti chiedendo le dimissioni del sindaco Angelo Zubbani e dell'intera giunta. La polizia ha dovuto effettuare delle cariche di alleggerimento per impedire che i manifestanti occupassero il municipio. Gli animi si sono surriscaldati quando il sindaco si è affacciato per parlare con chi protestava affermando che l'amministrazione non ha colpe nell'alluvione di mercoledì. Per evitare che i manifestanti arrivassero al contatto fisico con Zubbani è dovuta intervenuta la polizia che ha protetto il primo cittadino e poi lo ha fatto allontanare. Gli alluvionati continuano a presidiare ancora il comune, dove hanno occupato la sala consiliare, mentre fuori sono stati accesi anche dei fumogeni.

"Ore terribili, ma pericolo scampato". E' una frase del governatore Rosario Crocetta a fotografare la paura vissuta in Sicilia per il passaggio del ciclone simil-tropicale che da ieri sera ha interessato la costa ionica della Sicilia spostandosi da sud verso nord. Il fenomeno si è attenuato stamattina. Forti raffiche di vento, con velocità media di 50 nodi, hanno attraversato le coste delle province di Ragusa, Siracusa, Catania e Messina. Cartelloni pubblicitari sono stati divelti, alberi sono caduti e mareggiate hanno interessato il fronte mare a est dell'Isola. In ciascuna delle quattro prefetture sono state create delle unità di crisi che "non segnalano criticità particolari".

Ma la paura è stata tanta tra i siciliani che hanno trascorso la notte sentendo il vento 'urlare' forte e sbattere persiane e tapparelle di casa. Ad agitarle 'l'estremità' del ciclone che ha anche 'ripulito' gli alberi dalle vestigia dell'autunno: le strade delle città sono presentate piene di foglie rosse cadute da piante 'strapazzate' dalle violenti raffiche. Vento che ha creato ritardi nell'aeroporto di Catania e nei trasporti. Come all'arcipelago delle Eolie che continua a essere spazzato dal mare in tempesta che rende difficili collegamenti, con alcune isole che sono irraggiungibili da 4 giorni. In Sicilia, ribadisce il governatore Crocetta, "rimane lo stato di emergenza e cautela, soprattutto a sud della zona di Catania e nella zona nord dell'area siracusana per la coda del ciclone". Il vento ha causato, rende noto la Protezione civile, 20.000 disalimentazioni elettriche nel Siracusano e nel Catanese, al momento in via di risoluzione, mentre mareggiate e frane hanno interrotto, in alcuni tratti, la viabilità sulla statale 114 tra Catania e Siracusa. Ma il peggio sembra passato e sull'Isola è apparso un debole sole che promette di rimanere fino a domani.

In Calabria, invece, piove ancora e c'è vento forte. Rimane l'allerta, anche se l'ondata di maltempo che ha investito la regione sembra progressivamente attenuarsi e non sono segnalate situazioni di particolare criticità.

Le previsioni meteo. Secondo i meteorologi del Centro Epson Meteo ci "sarà una tregua del maltempo" per il fine settimana, ma "la porta atlantica rimarrà aperta" e, già da lunedì sui settori più occidentali del Paese tornerà abbondante la pioggia.

Intanto i danni li conta anche la Coldiretti che, a causa del maltempo, rileva un calo nella produzione degli alimenti Made in Italy che va dal 35% per l'olio di oliva al 15% per il vino fino al 4% del grano duro destinato alla pasta.

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA