Chi è Thor Heyerdahl, l'Indiana Jones del nostro tempo

Documento: 20020418 03396. Articolo pubblicato a Genova il 18 aprile del 2002.

Ha attraversato su zattere rudimentali gli oceani Pacifico ed Atlantico; ha scoperto incisioni rupestri di antichissime popolazioni nei deserti di mezzo mondo; ha avuto persino il privilegio di vedere intitolato a suo nome un asteroide che orbita tra Marte e Giove. Il norvegese Thor Heyerdahl, morto stasera a 87 anni nella sua casa nell'entroterra di Laigueglia (Savona), è sicuramente l'Indiana Jones del nostro tempo.

L'impresa più famosa alla quale ha legato il suo nome è stata, nel 1947, la traversata del Pacifico, 6.800 chilometri in 101 giorni, con la zattera Kon-Tiki che consentì a Heyerdahl di dimostrare il suo assunto teorico secondo il quale popolazioni sud-americane sarebbero giunte in alcune isole polinesiane, colonizzandole, prima dell'arrivo di navigatori dall'Asia sudorientale. Quella del Kon-Tiki, sicuramente la più esaltante, non fu comunque l'unica impresa di Heyerdahl che, a bordo del 'Ra primo' e del 'Ra secondo', tentò di dimostrare l'azzardata e controversa teoria secondo la quale gli antichi egizi sarebbero stati in grado di raggiungere l'America, con almeno duemila anni di anticipo su Cristoforo Colombo.

A bordo del 'Ra secondo', una imbarcazione costruita con fusti di papiro, l'esploratore norvegese riuscì comunque nel 1970 a raggiungere l'isoa di Barbados partendo dalle coste marocchine. Irrequieto, sempre alla ricerca di nuove avventure, Heyerdahl è stato quasi sempre controcorrente rispetto alle tradizionali teorie storiche. Si impegnò in una lunga campagna di scavi nell'isola di Pasqua per dimostrare che i ''moais'', le gigantesche teste di pietra, erano state scolpite da popolazioni provenienti dal sudamerica e non dalla Polinesia, come ritenuto sino ad allora. Ed ha trovato l'unica scultura di sesso femminile dell'isola di Pasqua.

Originale anche la sua tesi secondo cui Cristoforo Colombo era già stato in America molto tempo prima del 1492, con una spedizione danese-portoghese, nel 1467. Il navigatore genovese - sostenne Heyerdahl - aveva dunque scoperto il nuovo continente 25 anni prima, per questo sapeva dove dirigersi, quando partì dal Portogallo con le tre caravelle. Ma Heyerdahl ha scoperto anche antichissimi disegni rupestri nell'Azerbaigian, un tempio di 3500 anni fa in un'isola delle Maldive, piramidi nascoste sotto cumuli di terra a Tucume, nel Perù nordoccidentale. Solo due anni fa, ad 85 anni, con l'entusiasmo di un ventenne, progettò una spedizione in Sicilia per indagare su alcune strutture piramidali nelle campagne di Enna.

Nel 1958 si era trasferito in Liguria dove aveva restaurato una residenza a Colle Micheri, un paesino medievale situato lungo la vecchia strada romana nell'entroterra di Laigueglia. Aveva cinque figli: due maschi, Thor e Bjorn, avuti dalla prima moglie Liv, e tre femmine, Marianne, Bettina e Annette, avuti dalla seconda moglie Yvonne. Lo scorso autunno Heyeredahl era stato sottoposto ad un intervento chirurgico nella speranza di fermare il male che lo aveva colpito, ma il cancro si era diffuso al cervello diventando incurabile. Dopo una breve periodo di ricovero nell'ospedale di Pietra Ligure, aveva voluto rientrare a casa, dove viveva con la terza moglie Jacqueline Beer. I funerali dell'esploratore ed etnologo si terranno probabilmente in Norvegia.

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