Albergatore, ricostruzione lontana

"Costretti a immaginare impresa anche fuori da Umbria"

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 12 AGO - "Tre anni dopo la prima grande scossa abbiamo una sola certezza, che la strada per la ricostruzione è ancora lunghissima": a dirlo all'ANSA è Vincenzo Bianconi. Il quale parla sia in qualità di presidente umbro di Federalberghi, sia, soprattutto, di imprenditore nel settore della ricezione turistica di Norcia. Racconta di una situazione difficilissima al punto "che tre anni dopo siamo costretti a immaginare la nostra impresa anche fuori dalla città e dall'Umbria". "Non siamo più in grado - aggiunge - di sostenere questa situazione". Una sorta di epilogo amaro e "senza alternative". "In questo 2019 - spiega Bianconi - i flussi turistici a Norcia e in Valnerina sono identici a quelli di un anno fa e prevediamo una non crescita anche per il 2020". Il problema principale, secondo l'imprenditore, non riguarderebbe solo la mancata disponibilità, su Norcia, di posti letto. "Ma non cresce - sostiene - l'offerta aggregata complessiva da proporre al visitatore, quella che ti fa diventare una destinazione". La scelta di destinare parte del proprio investimento fuori Norcia, per Bianconi è "dolorosa, ma a questo punto necessaria se vogliamo dare continuità al nostro impegno con i nostri attuali 58 dipendenti". "La nostra filosofia - aggiunge - è stata sempre quella di crescere e quindi non licenziare mai nessuno e non vorremmo cambiarla oggi, ma per farlo saremo costretti a diversificare i nostri progetti e una parte immaginarli fuori regione". L'alternativa sarebbe, appunto, la riduzione del personale. "Come impresa - dice ancora il presidente di Federalberghi - avevamo stimato due anni di sofferenza acuta e sapevamo di potercela fare. Giunti al terzo e senza alcuna luce da intravedere in fondo al tunnel siamo costretti a cambiare strategia se vogliamo far sopravvivere la nostra azienda". Uno dei "tasti dolenti" su cui Bianconi batte è la "difficoltà, se non l'impossibilità, di accedere alla cassa integrazione". "In tre anni - sostiene - è stato possibile ricorrere agli ammortizzatori sociali soltanto per quattro mesi in totale". Le responsabilità, per il presidente, sono da ascrivere a una macchina burocratica "lenta e farraginosa" con un'impostazione probabilmente sbagliata che a questo punto "può essere solo corretta portando delle integrazioni ai vari testi di legge". Per Bianconi a "complicare ulteriormente il tutto" è arrivata la crisi politica. "Solo immaginare cosa possa significare un nuovo presidente del Consiglio - prosegue -, un nuovo sottosegretario con delega alla ricostruzione, un nuovo commissario straordinario c'è da tremare. Se tutto andrà di lusso perderemo minimo altri sei-sette mesi di tempo e come se non bastasse stiamo da tempo vivendo la crisi in Regione". "Tre anni dopo il sisma - conclude Bianconi - uno scenario più difficile di questo era impossibile immaginarlo". (ANSA).
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