Sindaco, macerie problema ricostruzione (2)

Per Alemanno "rischia di paralizzare ulteriormente"

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 21 LUG - "La difficoltà di smaltire le macerie private del sisma rischia di paralizzare ulteriormente la ricostruzione ed è per questo che propongo di conferirle nel sito di stoccaggio di Misciano in attesa che altri impianti trovino collocazione a Norcia": a dirlo è il sindaco Nicola Alemanno ponendo l'accento su una questione che a distanza di tre anni dal terremoto non ha ancora trovato una soluzione. Lo fa a pochi giorni dall'incarico affidato di nuovo dalla Regione Umbria alla Vus-Valle umbra servizi per lo smaltimento dei detriti 'pubblici'. "Finalmente - dice Alemanno - si può riprendere il lavoro di svuotamento delle nostre chiese e di tanti altri edifici, ma non risolve la questione annosa delle macerie private, il cui smaltimento è a totale carico dei cittadini". Per spiegare cosa sta accadendo nello smaltimento delle macerie, Alemanno si affida ad un esempio. "Prendiamo - dice - due case adiacenti che devono essere demolite perché irrimediabilmente lesionate dal terremoto: una si affaccia su una strada pubblica, l'altra è in una zona più interna. Sulla prima scatta un'ordinanza di demolizione da parte del Comune perché costituisce un pericolo per l'incolumità pubblica e questo fa sì che la demolizione e la rimozione delle macerie sarà a carico dello Stato, l'altro alloggio, non oggetto di ordinanza, deve invece essere demolito a spese del privato che deve anche farsi carico del trasporto dei detriti". Una differenza di trattamento che Alemanno ritiene non giusta "dato che le macerie sono identiche ed entrambi gli ipotetici cittadini hanno subito lo stesso danno". Ma la legge verrebbe incontro ai privati, rimborsando demolizione e smaltimento a patto che le macerie vengano conferite in una "discarica" autorizzata che si trovi entro un raggio di 11 chilometri dall'edificio da abbattere. "Il punto - sostiene Alemanno - è proprio questo: a Norcia, fatta eccezione per un piccolissimo impianto, non ci sono siti di stoccaggio privati. Quindi, il cittadino che deve smaltire le macerie deve portarle a Spoleto o Foligno, che si trovano a una distanza ben superiore agli 11 chilometri, con un aggravio di costi che in alcune circostanze sono anche di qualche decina di migliaia di euro che ovviamente non vengono rimborsati. Questo fa sì - dice ancora Alemanno - che chi deve smaltire privatamente volumi importati di macerie preferisce non farlo e di conseguenza non dà avvio alla ricostruzione del proprio immobile lesionato". Da qui la richiesta di avere una deroga per l'impianto di Misciano gestito dalla Vus e adibito ad accogliere solo macerie pubbliche. "Questo sito - conclude il sindaco - è in grado di ospitare ancora importanti volumi e quindi anche le macerie dei privati, non permetterlo significherà ancora una volta darla vinta a una burocrazia perigliosa e non per niente capace di recepire le esigenze reali dei territori colpiti dal terremoto". (ANSA).
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