Restaurato il Cristo Crocifisso

Intervento dell'Opificio Pietre dure di Firenze

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 6 MAR - È stato presentato ad Ancarano di Norcia il restauro del Cristo Crocifisso di Benedetto da Maiano proveniente dalla chiesa della Madonna Bianca. L'intervento è stato eseguito dall'Opificio delle Pietre dure di Firenze grazie al progetto di recupero delle opere d'arte mobili danneggiate dal terremoto del 2016, in accordo con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Umbria. A spiegare nei dettagli il lavoro svolto sulla struttura lignea policroma, di epoca quattrocentesca, sono stati il direttore dell'Opificio Marco Ciatti e il restauratore Peter Stiberc. L'opera sarà esposta dal 7 marzo al 6 aprile al Duomo di Spoleto e poi, fino al 14 luglio, al Museo nazionale del Bargello a Firenze. La soprintendente umbra Marica Mercalli ha definito il Cristo "un'opera di straordinaria importanza perché di Benedetto da Maiano, il quale ha realizzato un Cristo simile, quasi identico, conservato nella Cattedrale di Firenze". "In Valnerina, infatti, nel '400 - ha aggiunto - c'erano importanti contatti con la scuola fiorentina rinascimentale e questo Cristo lo testimonia. Oggi questo legame si rafforza grazie all'Opificio delle pietre dure che ha sede nel capoluogo toscano e che ha curato il restauro. Far tornare queste opere a casa ha detto ancora Mercalli - anche se solo per poche ore, era un impegno voluto e mantenuto della sovrintendenza e della diocesi". Ciatti ha parlato di questa opera come di "un capolavoro assoluto". "Come ente - ha detto - siamo sempre in prima fila dopo i terremoti per il restauro delle opere. E' un dovere morale". L'arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha evidenziato che eventi come questo "sono delle iniezioni di speranza importante". "Ci dicono - ha aggiunto - che è possibile ripartire dopo i terremoti grazie alla sinergia tra le persone e tra di esse e le istituzioni". Riferendosi al crocifisso presente nel modulo container, il vescovo ha sottolineato come questo capolavoro "ora è qui, ma è senza casa, è profugo come tanti di voi a cui il terremoto ha tolto la casa, come quelle persone che tentano di rifugiarsi in altre terre a causa della guerra, alla ricerca di accoglienza e comunità". "Così è - ha sostenuto - per questo Cristo, che aspetta di essere nuovamente accolto nella chiesa della Madonna Bianca di Ancarano". "È emozionante che un'opera torni nel nostro territorio dopo il sisma" ha detto invece il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. "Tanta strada è ancora da fare - ha quindi sottolineato - e ne siamo consapevoli, ma ci impegneremo per riappropriarsi quanto prima di tutto il nostro patrimonio". (ANSA).
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