Dl sisma: allarme dei tecnici

Così si blocca la ricostruzione, autocertificazione non basta

(ANSA) - ROMA, 25 NOV - Allarme della Rete delle professioni tecniche (l'organismo che riunisce diversi Ordini, tra cui quelli di architetti, ingegneri, geometri e periti industriali) sul Decreto sisma, dopo che la Commissione Ambiente della Camera ha completato l'esame degli emendamenti, licenziando il testo per l'Aula, dove "sicuramente non ci saranno possibilità di ulteriori modifiche, visto il carattere d'urgenza già dichiarato dal Governo": non sarà certo "l'autocertificazione, per come proposta nel decreto - si legge in una nota - lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione" post-sisma, giacché "non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può sottoscrivere nel caso di piccoli abusi, e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini. Sarà, invece - prosegue la Rete dei tecnici - uno strumento inutilizzabile, non perché i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non è applicabile, a meno di una radicale trasformazione delle regole burocratiche di approvazione dei progetti". Il pacchetto di proposte che, in audizione, invece, "abbiamo suggerito al Legislatore elimina disparità di trattamenti tra i vari cittadini terremotati, affida maggiori poteri al Commissario ed è volto a far risparmiare ingentissime cifre alle casse dello Stato", ma "non siamo stati ascoltati: è un fatto gravissimo, che avrà conseguenze enormi, demolendo definitivamente le possibilità di accelerare la ricostruzione. C'è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge: la Rete chiede, quindi, al Governo e a tutti i Parlamentari di tornare sui propri passi ed accogliere le sue proposte", si chiude la nota dei professionisti. (ANSA).

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