Architetti, autocertificazione non aiuta

Come è ipotizzata non accelererà la ricostruzione dal sisma

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - "L'autocertificazione non sarà, per come ipotizzata nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può applicare agli edifici con piccoli abusi e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini". A dirlo è l'Ordine degli Architetti di Perugia, attraverso il tesoriere Paolo Moressoni. "Apprendiamo - ha detto in una nota - che la Commissione Ambiente della Camera ha completato l'esame degli emendamenti e ha licenziato il testo di conversione in legge del decreto legge che aveva l'obbiettivo di dare disposizioni urgenti per l'accelerazione alla ricostruzione post sisma del Centro Italia. Già nel testo originario - ha aggiunto - erano state segnalate rilevanti criticità tali da non sortire nessun effetto sulla ricostruzione e dall'esame di quello modificato dalla Commissione non si rileva nessun meccanismo in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione, anzi". Spiegando che "si è sbandierata come la svolta il fatto che l'accelerazione si dovesse produrre attraverso l'autocertificazione delle pratiche in capo ai professionisti, consegnandoci ulteriori responsabilità in una situazione immobile, certamente non per nostra responsabilità, ma proprio per come è concepito il quadro legislativo generale". E non ha mancato di sottolineare che l'autocertificazione "sarà uno strumento fallimentare non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non funziona". "Il mondo delle professioni tecniche è stato audito dalla Commissione Ambiente e si è presentato con una voce sola, quella della Rete Tecnica - ha ricordato l'architetto - Abbiamo illustrato e consegnato un documento che conteneva oltre 20 emendamenti. Tutti i gruppi parlamentari ci hanno elogiato per le proposte, ci hanno chiesto i testi, ci hanno promesso che le avrebbero sostenute, ma di fatto nessuna di esse compare nel testo emendato". "Non avete voluto ascoltarci", ha concluso, aggiungendo: "Vi abbiamo dimostrato che i professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma sono sempre di meno, non percepiscono compensi da tre anni, il settore delle costruzioni è in ginocchio, l'economia delle regioni colpite è a picco e lo spopolamento delle aree interne appare sempre più un fenomeno irreversibile". Moressoni ha infine ricordato che "c'è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge, chiediamo quindi al Governo e a tutti i parlamentari di pensarci bene, altrimenti prenderemo atto che non interessano i cittadini e non interessano i professionisti". (ANSA).
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