Sisma,oltre 10mila via da cratere Marche

58,8% spopolamento da area 22% residenti, nel triennio +170%

(ANSA) - ANCONA, 30 OTT - Tra il 2016, anno delle prime forti scosse del terremoto che ha colpito il Centro Italia, e il 2019, sono 10.136 i residenti persi dagli 85 Comuni compresi nel cratere sismico marchigiano. Risulta dal progetto "Terre di ricerca - Un'indagine collaborativa sul cratere marchigiano" portato avanti dal gruppo di ricerca "T alla terza" e dalla rete di attivisti e cittadini Terre in Moto Marche". Un numero ancor più significativo se raffrontato alla dinamica demografica regionale prima delle scosse che bersagliarono gran parte del territorio marchigiano, tra Fermano, Maceratese e Ascolano, fino a toccare anche Fabriano (Ancona) non compresa però nel cratere. I 10.136 abitanti in meno nelle zone terremotati rappresentano il 58,8% dello spopolamento marchigiano (18.441) nel triennio nonostante gli abitanti di quelle zone rappresentassero appena il 22% della popolazione delle Marche. Rispetto ai tre anni precedenti al sisma lo spopolamento ha avuto un'accelerazione del 170%. Tra il 2013 e il 2016 la popolazione del cratere era calata dell'1,1% (3.749 abitanti; +0,2% nel resto delle Marche cioè 2.346 persone per una media regionale del -0,1%). Il calo di residenti ha raggiunto il picco nel cratere il primo gennaio scorso con -2,9%: se nel triennio prima del terremoto era come se fosse scomparso un borgo tipo San Ginesio, in quello successivo è come se si fosse estinta una cittadina come Matelica. A livello provinciale, nel triennio, il record negativo per spopolamento lo fanno segnare le porzioni di cratere comprese a Macerata (-3%), seguita da quelle di Fermo (-2,7%) e di Ascoli Piceno (-2,6%). All'interno delle stesse province i dati oscillano invece tra il -0,2% dell'Ascolano e il 0,7% del Fermano nelle zone fuori cratere, cioè più vicine alla costa e nelle aree di maggiore urbanizzazione.
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