Tesi su effetti sisma per Castelluccio

Per Corso gestione sistemi turistici Università di Pisa

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 13 GIU - Castelluccio di Norcia e gli effetti del sisma sull'economia turistica locale sono diventati materia di tesi di laurea. Uno studio di 257 pagine con le testimonianze di 707 turisti che hanno visitato il borgo distrutto dei Sibillini e di 95 persone che avevano case nel paese, 85 del posto. Inoltre sono riportati i racconti di alcuni attori economici locali, cinque ristoratori, sette albergatori e 12 agricoltori. Un lavoro realizzato da Deborah Caponecchi, ventisettenne di Castelluccio, al termine del "Corso in progettazione e gestione dei sistemi turistici mediterranei", presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pisa "Fondazione Campus". La giovane ha discusso davanti alla commissione di laurea una fotografia di ciò che è oggi questo borgo. "Turismo e terremoto. Analisi degli impatti sismici sui flussi turistici a Castelluccio di Norcia. Proposte per la ripartenza e la riqualificazione del settore" è il titolo della tesi. Nel lavoro sono contenuti non solo le problematiche del dopo sisma. "Ma anche alcune linee guida, che sintetizzo in 13 punti, in cui cerco di spiegare come Castelluccio possa risollevarsi nei prossimi anni", ha detto all'ANSA, la neo dottoressa Caponecchi. Proposte che ha ora intenzione di consegnare alle istituzioni locali. "A cominciare dalla Regione Umbria - ha detto ancora - sperando che possano essere accolte, così da dare un futuro al paese e alla sua economia". "Il primo passo da compiere - ha spiegato Caponecchi - è ripristinare nel breve tempo i posti letto così da permettere al visitatore di soggiornare a Castelluccio, poi darei vita a un'iniziativa di crowdfunding per finanziare la realizzazione di un museo, anche con supporti multimediali, che racconti la storia del luogo. Nel lungo periodo si dovrebbe, invece, puntare a destagionalizzare la presenza turistica. Oggi Castelluccio è infatti preso d'assalto soprattutto nel periodo della fioritura o comunque tra la primavera e la fine dell'estate, occorre farlo vivere tutto l'anno, da novembre a marzo potrebbe diventare una meta per praticare sport invernali". (ANSA).
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