Mibact, chiese sono priorità per tutti

Di Francesco, "4mila edifici culto danneggiati, decenni lavori"

ROMA, 29 NOV - La ricostruzione delle chiese distrutte o danneggiate dal sisma è "una priorità per tutti" ma l'entità dei danni è enorme e saranno necessari forse "decenni". A parlare è il segretario generale del ministero dei Beni culturali, l'architetto Carla Di Francesco. La situazione dei beni ecclesiastici dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia sarà domani al centro di un convegno promosso dalla Pontificia Università Gregoriana: "Ricomporre l'identità. Terremoto, Città e Beni Culturali della Chiesa", organizzato dalla Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa, con il patrocinio di MiBact, Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Cei e dell'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

"I danni inferti dal terremoto al patrimonio sono ingentissimi, e le chiese sono la parte numericamente preponderante - spiega Di Francesco in un'intervista all'ANSA - della cospicua compagine degli edifici tutelati crollati o significativamente danneggiati, circa 5.500, dei quali circa 4.000 edifici ecclesiastici. Nelle chiese, poi, è contenuta la massima parte degli oltre 20.000 beni mobili già ricoverati nei depositi, e che fin dai giorni immediatamente successivi al 24 agosto dello scorso anno sono oggetto di prime operazioni conservative di messa in sicurezza. Inutile dire che le proporzioni di questo sisma sono davvero catastrofiche anche per l'incalcolabile danno provocato ai beni culturali".

Il segretario generale del Mibact sottolinea che "è volontà di enti, istituzioni, cittadini procedere quanto prima alla ricostruzione e tornare a far vivere i luoghi, e la ricostruzione degli edifici di culto deve, ed è, una vera priorità per tutti, scelta dimostrata anche dal fatto che già tre primi provvedimenti del Commissario straordinario hanno assegnato alla riparazione e ricostruzione di chiese 200 milioni di euro complessivamente per circa 2000 edifici. E' inoltre in fase di predisposizione una ulteriore ordinanza - annuncia il segretario generale del ministero - che assegna altri fondi agli edifici ecclesiastici. Ciò non toglie tuttavia che i tempi della ricostruzione saranno graduali e lunghissimi. La complessità oggettiva della progettazione, gli appalti e la realizzazione dei lavori di ricostruzione e ricomposizione delle opere d'arte e degli apparati decorativi, ma soprattutto la quantità degli edifici fanno pensare ad un impegno calcolabile in termini di decenni". Gli edifici in questione hanno tutti un valore artistico e culturale: "Le chiese dell'area colpita sono pressoché tutte di costruzione precedente al novecento - spiega il segretario generale del ministero -, oltre che ricche di affreschi, decorazioni, apparati ed opere d'arte che le rendono particolarmente significative nel panorama storico-artistico italiano; testimoniano il grande fervore artistico e devozionale dell'area tra medioevo e rinascimento, ma anche interventi di importanza architettonica nei secoli successivi. Sono quindi tutte beni culturali".

C'è poi il 'simbolo' del terremoto, la basilica di San Benedetto a Norcia: "La sua ricostruzione sarà indirizzata da un comitato scientifico di alto profilo, in fase di costituzione tra gli Enti coinvolti: la Diocesi di Spoleto-Norcia, il Ministero, il Comune, il Commissario straordinario. Risulta quindi prematura ogni indicazione, ma si possono intanto esaminare i dati oggettivi: la basilica di San Benedetto è crollata nella parte verso strada, ed ha perso oltre al campanile gran parte delle volte e della fiancata di destra; la facciata, pur con precaria stabilità e visibili deformazioni è oggi puntellata, ma esiste ancora, così come la navata di sinistra e l'abside. Il materiale lapideo che costituisce le murature e le volte della chiesa, in parte già raccolto, in parte ancora in sito per l'impossibilità di entrare in sicurezza all'interno dell'edificio crollato, costituirà una base fondamentale per indirizzare la ricostruzione".

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