Accordo procure-Anac anti infiltrazioni

Informazioni condivise su ditte e cantieri aperti nelle Marche

Monitorare in maniera incisiva l'attività di ricostruzione post-terremoto e avere informazioni dettagliate sui cantieri, sulle ditte e le persone presenti, per evitare che negli appalti si infiltrino associazioni criminali. C'è lo scambio di informazioni, con cartelle condivise tra Procure del 'cratere' (Macerata, Fermo e Ascoli Piceno), Direzione distrettuale antimafia di Ancona, coordinate dalla Procura generale, e l'Anac guidata da Raffaele Cantone, alla base del Protocollo che verrà siglato domani a Roma dai vertici degli uffici giudiziari marchigiani.

"Una cosa è il principio della segretezza delle indagini, con il coordinamento della Procura generale - ha spiegato il procuratore distrettuale di Ancona Elisabetta Melotti, ricordando come al protocollo si stia lavorando da mesi con il rilevante contributo della pg -, un'altra è lo scambio di informazioni su atti che non sono necessariamente l'inizio di un indagine: ad esempio un accesso ad un cantiere che può fornire indicazioni per alcuni tipi di accertamento". Tutto ciò avverrà attraverso la condivisione di cartelle con informazioni, raccolte dalle istituzioni interessate, tramite il sistema Sidda-Sidna, banche dati presso la Direzione nazionale e distrettuale antimafia.

"Molte volte - ha osservato il pg Sergio Sottani - i reati si scoprono quando i buoi sono scappati dalla stalla...noi vogliamo invece sapere quali sono i buoi nella stalla". Avendo prima informazioni sulle ditte e sulle persone presenti nei cantieri, essendo presenti sul territorio nel momento in cui si stanno eseguendo i lavori, ha rimarcato, le Procure possono intervenire tempestivamente sia per gli appalti pubblici sia per quelli privati". "L'Anac fa soprattutto attività di prevenzione - ha aggiunto il procuratore generale - mentre noi ci occupiamo di repressione. Mettere in comunicazione questi soggetti significa prevenire meglio e reprimere di meno", evitando anche infiltrazioni di associazioni criminali di tipo mafioso i cui appetiti verranno inevitabilmente scatenati "dalla mole di risorse che arriveranno". 

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