Messaggi dopo sisma diventano spettacolo

Studenti di Norcia vincono concorso Miur, in scena domenica

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 9 NOV - "Prof...non se lo aspetterà mai da me...ma mi manca tanto la scuola!". A scriverlo, con tanto di punto esclamativo, era stata Martina e questo è uno dei tanti messaggi di whatsapp che gli studenti del liceo Classico dell'istituto De Gaspari-Battaglia di Norcia scrivevano e si scambiavano tra loro e la professoressa di Filosofia, Rosa Maria Marini, nelle ore e nei giorni successivi alla grande scossa di terremoto del 30 ottobre 2016. Quei messaggi sono stati messi insieme e sono diventati una rappresentazione teatrale che domenica 12 novembre gli studenti porteranno in scena -alle 17,30 e alle 21- al centro polivalente Boeri. "C'è una emoticon per terremoto?" è il titolo che hanno scelto per lo spettacolo che vede protagonisti una trentina di studenti e la stessa professoressa Marini, con la regia affidata a Giorgio Zorcù e Sara Donzelli. A raccontare all'ANSA come nasce questo progetto è la docente che lo ha seguito. "Tutto è cominciato - dice - prima del sisma quando la scuola ha aderito al concorso nazionale 'Scrivere il teatro' indetto da Ministero della pubblica istruzione e dall'International Theatre Institute. Dopo il sisma la scuola per alcuni giorni è rimasta chiusa e pensavamo di annullare la partecipazione". Poi arriva l'idea di "mettere insieme tutti quei messaggi che freneticamente ci scambiavamo e addirittura siamo risultati i vincitori assoluti del premio nazionale del Miur e abbiamo ricevuto anche i complimenti del ministro Fedeli". La giuria, presieduta da Lina Prosa, motiva la scelta per la "sperimentazione linguistica" adottata. Il premio consiste nel mettere in scena lo spettacolo, già allestito nel teatro di Cinigiano, vicino a Grosseto. "Ma rappresentarlo a Norcia sarà ancora più emozionante", dicono Francesca Cerasari e Michelangelo Mattei, due degli studenti. "Aver partecipato a quel progetto ci aveva distolto l'attenzione dalle difficoltà del sisma, era stato un modo per tornare a vivere", ricordano. "Io non abbandono" è la frase che Michelangelo reciterà: "L'ho scelta perché rappresenta il senso di appartenenza e l'amore che ho e abbiamo verso la nostra terra".
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