Terremoto: il turismo tra macerie e prove di rilancio

A Norcia presenze giù del 95%, nelle Marche va bene il mare

Norcia con la cattedrale nascosta da impalcature e puntelli il turismo quasi non c'è più, calato, rispetto ad un anno fa, del 95 per cento. E la situazione è se possibile ancora peggiore in località come Visso, nelle Marche, e Amatrice, nel Lazio, borghi pieni di storia, oggi alle prese con le macerie, privati dei loro monumenti e anche delle strutture per accogliere i turisti. Ad un anno dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia, il turismo è tra i settori più colpiti nelle regioni flagellate dal sisma. Anche se il quadro è complesso, spiegano gli operatori, e una ripresa c'è, magari puntando su target e forme di accoglienza diverse.

Nelle MARCHE, nota il direttore della Confesercenti Massimiliano Polacco, "la situazione è diversa da zona a zona". E se ci sono località montane, come appunto Visso, dove "non c'è più niente e anche il turismo è azzerato", sulla costa, complice il clima torrido dell'estate 2017, le mete marine sono protagoniste di una stagione insperata, con addirittura un +3 per cento di turisti a giugno rispetto al 2016 che lascia ben sperare per i mesi di luglio e agosto. Certo, tutti i comuni coinvolti dal terremoto sono in sofferenza, anche quelli nei quali i danni sono stati almeno apparentemente meno catastrofici. Uno dei problemi più grandi, fa notare Polacco, è stata la perdita del turismo straniero, dovuta al fatto che il terremoto ha colpito proprio nei mesi nei quali abitualmente arrivano le prenotazioni estere: "I tedeschi per esempio - spiega - sono abituati a prenotare con largo anticipo, di solito tra novembre e gennaio e almeno per il 50 per cento tramite agenzie e per quest'estate non hanno potuto farlo". Persi del tutto o quasi i flussi stranieri, si è cercato di recuperare con gli italiani. E la scelta si è rivelata vincente: "Abbiamo lavorato sui social, fatto investimenti, puntato sul last minute. Bene o male stiamo coprendo". Così come è stata un trionfo RisorgiMarche l'iniziativa lanciata da Neri Marcorè, con 13 concerti gratuiti nella martoriata Valnerina.

Anche in ABRUZZO si lamenta un crollo delle presenze fisse, mentre tiene il "mordi e fuggi". Qui però, come sottolinea il vicepresidente della Regione con delega al turismo Giovanni Lolli, il settore ha dovuto fare i conti anche con la tragedia dell'hotel Rigopiano a Farindola (Pescara) nella quale sono morte 29 persone. La "botta del 24 agosto e poi Rigopiano hanno fermato le prenotazioni nel momento decisivo che è gennaio e febbraio - dice Lolli -: l'inverno a Roccaraso è andato molto bene per le presenze giornaliere del weekend; alberghi in difficoltà, invece, durante la settimana. A mancare è il turismo residenziale, specie nel teramano, quello religioso e scolastico, dovuto a questa concomitanza di ragioni".

Quanto all'UMBRIA, fa notare l'assessore regionale al turismo Fabio Paparelli, "Il movimento turistico presenta ancora alcune criticità, anche se si colgono segnali di ripresa a macchia di leopardo sul territorio regionale". C'è il caso di Norcia, dove rispetto ad un anno fa, sottolinea il presidente Federalberghi della provincia di Perugia Vincenzo Bianconi, la perdita di turisti arriva al 95 per cento: "Prima del terremoto nel territorio comunale di Norcia erano disponibili 1000 posti letto, oggi ne abbiamo 100 e di questi 100 ne vengono occupati circa 35: il crollo che ha subito questa città, insieme all'intera Valnerina umbra, è sintetizzato dai numeri". Con l'estate sono tornati i turisti giornalieri, "tanto che i pochi ristoranti riaperti di giorno lavorano abbastanza, ma di sera non hanno clienti, qui la gente non si ferma a dormire".

Nel LAZIO il vicepresidente della Regione con delega al turismo Massimiliano Smeriglio sottolinea l'attenzione dedicata ai 15 comuni del cratere: "Abbiamo finanziato campagne di promozione e messo a disposizione risorse, 300 mila euro per una prima tranche fino a settembre". Qui, dove il turismo era fatto soprattutto di seconde case e bed and breakfast, si è firmato un accordo con Airbnb, per dare visibilità alle strutture rimaste e a quelle che rinascono e si è cercato di puntare sulle manifestazioni culturali, di spettacolo, di enogastronomia. Si prova a reagire, anche se la ripresa appare lontana.

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