Terremoto: ripresa lontana commercio e agricoltura

Cia, persi 6,5 mld. Mipaaf ridimensiona. Amatriciana crea lavoro

 A circa un anno dagli eventi sismici nel Centro Italia il commercio di prodotti tipici e le presenze in agriturismo nelle aree del cratere sono ridotte al lumicino mentre ''la ripresa, in agricoltura e nell'agroalimentare in generale, appare lontana''. A stilare per l'ANSA un bilancio post sisma è la Cia-Agricoltori Italiani che, in sostanza, lamenta ''tanti annunci, pochi interventi''. Dai terremoti il conto per il settore primario risulta salatissimo: Nelle quattro Regioni persi ad oggi almeno 6,5 miliardi, escluso l'indotto, stima la Cia-Agricoltori Italiani. Ma il ministero delle Politiche agricole ridimensiona tale valore ''sproporzionato'' rispetto al valore delle produzione agricola italiana e delle quattro regioni colpite. Per la confederazione agricola ''le Istituzioni hanno mostrato gravi ritardi d'intervento. Allevatori e animali senza ricoveri provvisori per troppo tempo; imprenditori spesso lasciati soli. Anche il comparto dell'agriturismo soffre, - lamenta la Cia - con una flessione diffusa del 25% delle prenotazioni, rispetto alle stagioni ordinarie . Grava ancora l'effetto-paura anche in aree distanti dal cratere''. ''I problemi, a distanza di quasi un anno, praticamente sono rimasti immutati e sono acuiti nei centri rurali'' dice il direttore di Confagricoltura Macerata Luca Pompozzi secondo il quale ''l'emergenza è diventata quotidianità: ci si adatta, si trovano soluzioni provvisorie che poi finiscono per diventare "stabili''. Lungo l'Appennino centrale alcune realtà stanno ripartendo a fatica, altre sono ancora al palo, anche per il mancato ripristino della viabilità. ''Senza strada inutile tornare a fare il pane a Visso (Macerata)'' lamenta Patrizia Cappa, fornaia con due punti vendita inagibili, che ora vende biscotti e prodotti da forno con un camioncino. Di segno inverso, nel Lazio, il caso del salumificio di Accumoli, che non ha subito danni e ha dovuto assumere personale, passando in un anno da 28 e 50, per soddisfare il boom di domanda di guanciale, ingrediente chiave per l'amatriciana. Su questa pasta, nota in tutto il mondo, il ministro delle Politiche agricole e alimentari Maurizio Martina ha chiesto il riconoscimento a patrimonio Unesco, durante la recente apertura a San Cipriano, frazione di Amatrice, dell'area food che segna la ripresa dell'attività di otto ristoranti. "Da tutto questo si può ripartire'' ha detto il ministro, precisando che a luglio ''abbiamo finito di erogare i contributi straordinari diretti, 28 milioni di euro destinati a 3800 imprese agricole''. Dal canto suo la Regione Lazio ha già fornito 136 stalle di cui 48 fienili, 34 ricoveri per ovini e 54 per bovini. Sono circa 300 le aziende e gli allevatori colpiti dal sisma tra Accumoli e Amatrice e 42 i Moduli Abitativi Provvisori Rurali di Emergenza (MAPRE) realizzati per ospitare allevatori e agricoltori sfollati da Amatrice e Accumoli. La Regione Marche dichiara di aver ''totalmente ultimato'' interventi in 14 dei 29 comuni che li hanno richiesti (Fiastra, Bolognola, Montemonaco, Castel Di Lama, Montefortino, Amandola (parziale), San Ginesio (parziale), Pioraco, Gagliole, Corridonia, Valfornace, Montecavallo, Tolentino, Smerillo per un totale di 35 attività produttive e un investimento di 1.166.000 circa. In particolare, dal primo sisma, a Montemonaco gli interventi sono stati ultimati. Ad Arquata, un mese dopo il sisma, è stato allestito un bar, grazie alla destinazione, da parte della Regione Marche, di moduli provenienti da una donazione. Le altre attività sono in allestimento (pronte entro fine settembre) con due tipologie di appalti. Con una collaborazione pubblico-privato Regione-Cna, sarà allestito un centro commerciale di 8 attività a Pescara del Tronto. Gara già espletata per questo e per la delocalizzazione delle restanti attività zona Sae a Borgo, qui già appaltati i lavori.

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