L'Ismett festeggia 20 anni di successi nei trapianti

Struttura eccellenza nata da partnership Upmc Pittsburgh-Regione

(ANSA) - PALERMO, 11 LUG - Vent'anni fa in una calda giornata di luglio si portava a termine il primo trapianto di fegato in Sicilia nell'Istituto mediterraneo trapianti e terapie ad alta specializzazione di Palermo. Un evento che ha cambiato il volto della sanità siciliana, dando una nuova speranza ai pazienti affetti da insufficienze terminali d'organo. Oggi e domani, a Villa Zito, a Palermo, si celebra una svolta nella sanità di eccellenza siciliana con un tema che guarda in prospettiva: "Immaginando il futuro del trapianto di fegato". Presenti i vertici di Ismett e dell'Upmc di Pittsburgh, il partner americano dell'Istituto, l'assessore regionale alla salute Ruggero Razza, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'arcivescovo Corrado Lorefice. Sono 2.197, dei quali 245 pediatrici (dati al 30 maggio scorso) i trapianti eseguiti dall'Ismett da luglio del 1999, di cui ben 1.227 sono gli interventi di trapianto di fegato. L'8% dei pazienti curati nel 2018, viene da fuori regione o da altri Paesi. Sono 114 i posti letto di cui dispone, 20 di terapia intensiva e 10 quelli per la pediatria addominale. Lo scorso anno, il numero dei ricoveri ordinari è stato di 2.779, 1.585 le sedute di sala operatoia. In Ismett lavorano oggi 887 dipendenti e l'Istituto ha attratto in Sicilia fondi per 41.085.739 di euro ottenuti grazie a progetti di ricerca. In Sicilia e in tutto il Sud Italia, fino alla nascita dell'Ismett, non esisteva, nemmeno un istituto nel settore del trapianto di fegato. "Ricordo l'impegno di tante persone perché si arrivasse a realizzare il progetto e le difficoltà a comprendere che una realtà così appartiene a tutti", ha detto Orlando. "Il governo regionale - ha sottolineato Razza - ha subito ritenuto strategica la presenza di Ismett in Sicilia e lo ha fatto sottoscrivendo un accordo decennale che ha consentito di far dire a Upmc International, cioè a chi ci guarda dagli Usa, che in Sicilia esiste un governo che ha lungimiranza per il futuro".
    L'Ismett, nato da una sperimentazione gestionale che ha avviato un partenariato pubblico-privato internazionale no profit, è stato il primo ospedale italiano dedicato solo ai trapianti di tutti gli organi solidi. Per consentire a Ismett di avviare progetti di ricerca sempre più ambiziosi, a giugno del 2017 è entrata a far parte della compagine societaria dell'Istituto la Fondazione Ri.Med. per promuovere, sostenere e condurre progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie con riferimento alla trasferibilità dei risultati nell'area biomedica. Il progetto più ambizioso è la creazione a Carini del Centro di ricerca di biomedicina e biotecnologie. "Le celebrazioni - ha spiegato Angelo Luca, direttore di Ismett - sono un'occasione per fare il punto, ma soprattutto per presentare lo stato dell'arte del "cluster" con Rimed e i progetti che Regione, Upmc e Fondazione Rimed hanno di recente condiviso". (ANSA).
   

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