Tv: semiologo, la cronaca che si fa fiction in Montalbano

Durante le due nuove puntate del commissario visioni critiche

(di Giovanni Franco) (ANSA) - "Si dimentica spesso - salvo stupirsene a ogni nuova apparizione di un romanzo o di un film - che le storie di Montalbano vanno ben oltre le microfollie da personaggi post-pirandelliani, o le morbosità psico-sessuali da pervertiti della periferia dell'impero, che ritroviamo pure con una certa frequenza. In queste narrazioni tutt'altro che banali incontriamo sempre (non come strizzate d'occhio ai lettori ma come elementi narrativi strutturalmente imprescindibili) un gran numero di fatti di cronaca di varia natura e importanza". Lo afferma Gianfranco Marrone, professore ordinario di Semiotica nell'Università di Palermo, saggista e scrittore in vista della messa in onda delle nuove puntate della serie sul famoso commissario protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri. Il semiologo introdurrà l'11 e il 18 febbraio "una visione collettiva critica" delle due nuove fiction su Rai1.
    L'appuntamento è alle ore 20:45 nella sala teatro del museo internazionale delle marionette a Palermo, in Piazza Antonio Pasqualino, 5. "Scorrono nei testi di Camilleri sempre riferimenti alla cronaca - ricorda Marrone, autore fra l'altro del libro "La storia di Montalbano" - Dal caso Sucato, il 'mago di Villabate' che fece credere di saper moltiplicare il denaro dei poveracci creduloni, a cose ben più gravi come i fatti di Genova del 2001, sino a una fitta serie di grosse questioni sociali come il traffico d'organi e il malaffare politico-mafioso, la droga e la pedofilia, la prostituzione e l'immigrazione clandestina". "Per arrivare al caso degli sbarchi di centinaia e centinaia di immigrati nelle coste siciliane, - afferma il semiologo - degli innumerevoli morti lungo il tragitto sui barconi. Montalbano, nel corso delle sue nuotate mattutine, sbatte contro cadaveri neri che stanno per spiaggiarsi a Marinella (cioè a Punta Secca). E passa le nottate, con tutti gli uomini della sua squadra rigorosamente fuori dall'orario di servizio, a soccorrere donne, bambini, anziani e disperati vari che arrivano clandestinamente a ripetizione continua, più di là che di qua, nel porto di Vigàta (ossia Porto Empedocle, ossia Porto Paolo, ossia Lampedusa). Perfino Beba e Livia, con tante altre persone del paese, stanno lì, stravolte, a portare soccorso, pietose dinnanzi a cotanto sfacelo antropologico, oltre che politico e sanitario". "Abbiamo pensato a un modo decisamente originale per festeggiare questo anniversario importante - dice Rosario Perricone, direttore del Museo delle Marionette - attraverso una lettura critica dell'universo di Montalbano senza però dimenticare la convivialità e il senso della collettività".(ANSA).
   

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