Mafia: intestazione fittizia, assolto

I fatti sono del 2008. Coinvolto anche boss Vernengo

(ANSA) - PALERMO, 17 MAG - Si chiude tra prescrizioni e assoluzioni il processo per intestazione fittizia a carico del costruttore Francesco Francofonti, ritenuto vicino alla cosca mafiosa di Brancaccio, di Antonino Vernengo, esponente della omonima famiglia mafiosa e di tre donne Rosa Francofonti, figlia dell'imputato, Giuseppe Provenzano, moglie di Vernengo, e Angela Caruso. Secondo l'accusa Francofonti e Vernengo avrebbero in una prima fase intestato fittiziamente alle tre donne la società Palermo Recuperi srl per sottrarla alle misure di prevenzione e anni dopo avrebbero ceduto loro quote dell'attività. Per l'ipotesi di intestazione fittizia gli imputati sono stati tutti assolti; per la cessione delle quote le tre presunte prestanome sono state scagionate, mentre per Vernengo e Francofonti, caduta l'aggravante mafiosa, è stata dichiarata la prescrizione. I fatti sono del 2008.
   

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