Archeologia: elmi e rostri riscrivono battaglia delle Egadi

Risultati campagna di ricerche diretta da Sebastiano Tusa

(ANSA) - PALERMO, 20 OTT - Due rostri in bronzo di navi cartaginesi, dieci elmi romani e vettovaglie di bordo daranno nuovi importanti contributi di conoscenza su aspetti ancora inesplorati della battaglia delle Egadi che nel 241 avanti Cristo concluse la prima guerra punica. Elmi e rostri sono stati recuperati nel corso di una campagna di ricerche, coordinate dalla Sovrintendenza del mare diretta da Sebastiano Tusa, nell'area dello scontro, tra le isole di Levanzo e di Favignana.
    A condurre le ricerche sono stati i sommozzatori della Gue, Global Underwater Explorers. I rostri si aggiungono agli altri undici già recuperati nella stessa area marina. Eccezionalmente sono cartaginesi (quelli finora trovati erano quasi tutti romani) e recano iscrizioni che saranno ora interpretate e studiate. Di grande interesse sono anche gli elmi e uno in particolare detto di Montefortino: sulla punta reca in rilievo un elemento che riproduce una pelle di leone. Si tratta di una decorazione che, secondo Tusa, riporta al mito di Ercole (spesso rappresentato con la pelle di leone) ma potrebbe anche indicare un ruolo gerarchico nell'esercito romano. "Dallo studio dei reperti - ha detto il sovrintendente - contiamo di ricavare elementi nuovi sull'organizzazione militare e sulle tecniche utilizzate nella battaglia delle Egadi".
    Il ritrovamento di rostri romani in quantità superiore a quelli cartaginesi sta alimentando l'ipotesi che l'andamento della battaglia fosse stato favorevole ai cartaginesi. Ma l'esito finale sarebbe stato rovesciato grazie a due fattori segnalati da Tusa: un colpo di fortuna nella strategia militare romana e un improvviso cambiamento di direzione dei venti che avrebbe creato difficoltà fatali ai cartaginesi. (ANSA).
   

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