Cassazione revoca condanna Contrada

Per suprema Corte la sentenza è ineseguibile e improduttiva

(ANSA) - PALERMO, 7 LUG - La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all'ex n. 2 del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna".
   Bruno Contrada, per anni poliziotto in prima linea contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L'ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l'assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d'appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007.

   Sono seguiti diversi ricorsi, tutti respinti. L'ultimo tentativo, quello dell'incidente di esecuzione, è stato fatto dall'avvocato Stefano Giordano che ha chiesto alla corte d'appello di Palermo, l'anno scorso, proprio alla luce della sentenza europea, di revocare la condanna sostenendo che prima del '94, spartiacque temporale fissato dalla Cedu, non fosse possibile condannare per il reato di concorso in associazione mafiosa. La corte dichiarò inammissibile il ricorso. Oggi la Cassazione, a cui Giordano si è rivolto, gli ha dato ragione e la condanna è stata revocata.
Dal momento che Contrada ha scontato la pena gli effetti della pronuncia si ripercuoteranno, ad esempio, sull'aspetto pensionistico.

    "Dopo 25 anni di sofferenza, mezzo secolo di dolore sapendo di essere innocente e di avere servito con onore lo Stato, le Istituzioni e la Patria arriva finalmente l'assoluzione, dall'Italia e dall'Europa". Così Bruno Contrada commenta con l'ANSA, con voce provata e commossa, la sentenza di revoca della sua condanna. "Ho sofferto molto e molto più di me - aggiunge - ha sofferto la mia famiglia. Il mio pensiero va a tutti loro, che mi sono sempre stati sempre vicini. Il mio onore? Non l'ho perduto mai, ho sempre camminato a testa alta perché ho sempre e solo fatto il mio dovere".

"Su di me invenzioni di criminali pagati dallo Stato" - "Contro di me ci sono solo invenzioni di efferati criminali pagati dallo Stato, capaci di passare sopra al cadavere della madre pur di uscire di galera o accuse suggerite loro da uomini che neppure voglio definire". Lo ha detto l'ex numero due del Sisde Bruno Contrada nel corso della conferenza stampa convocata dal suo legale, l'avvocato Stefano Giordano, per commentare la sentenza della Cassazione che ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all'ex poliziotto, accusato di concorso in associazione mafiosa. "Le carte dei miei processi - ha aggiunto - si dovrebbero raccogliere in un libro per gli studenti di Legge intitolato 'Come costruire un processo sul nulla'". "C'è chi sbrana - ha concluso - e chi si contende i resti del cadavere: avvoltoi, corvi e iene".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Imprese & Mercati

Responsabilità editoriale di Pagine SÌ! S.p.A.
Vai alla rubrica: Pianeta Camere