Libri: il giallo dell'onorevole trovato senza testa

'Nel Romanzo', l'opera prima del regista Luciano Accomando

(ANSA) - PALERMO, 23 FEB - "Nel romanzo" (Leima edizioni, pp 271, euro15) è il libro d'esordio del regista siciliano Luciano Accomando, autore del film documentario sulle storie di successo degli immigrati in Sicilia, "Immagini dal vero". Un noir, poliziesco che già dalla copertina, che celebra le opere di Escher, suggerisce una lettura assai articolata, carica di intrigo, suspense e simbologie letterarie. Un moto perpetuo di indizi che l'autore semina tra le pagine, e si scopriranno essere logiche solo alla fine. "La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, dietro a un'apparente verità se ne celano molteplici altre". A Panarò, una fittizia località siciliana, si è appena consumato un efferato omicidio. Il maresciallo Rosario Calà, un personaggio bukowskiano dedito al vizio dell'alcol, una sera di settembre riceve la telefonata del brigadiere Giuffrè che lo avvisa del ritrovamento di un cadavere. Il corpo martoriato e nudo appartiene ad un uomo, rinvenuto con "le mani aperte in segno di resa e il corpo seviziato da terribili torture". Da subito, nessuno è capace di identificare la vittima perché il cadavere ha la testa mozzata, l'unico indizio interessante che si riesce a scovare è una voglia, un piccolo angioma che l'uomo possiede sulla coscia. Scattano le ricerche per recuperare altri indizi e, magari, anche la testa dell'uomo che si vedrà in seguito appartenere all'onorevole Calogero D'Amato "il politico locale di punta, un uomo di eccelsa cultura che aveva fatto della retorica la sua arma vincente". L'ultima ad averlo visto è la moglie Selene che, ignara dell'accaduto, si reca in centrale per denunciare la scomparsa del marito, uscito di casa la mattina precedente per andare a Palermo "perché era stato convocato dalla segreteria". Mentre in paese cominciano i preparativi per la festa del santo patrono, Sant'Alfio, si sparge rapida la notizia dell'omicidio. Tutti conoscevano l'onorevole e la gente comincia a mormorare e ad emettere sentenze: perché è stato decapitato? C'era forse la mano della mafia? Si è trattato di un'esecuzione? Un regolamento di conti? Il maresciallo Calà non riesce a darsi pace. Si accatastano, uno dopo l'altro, interrogativi senza risposta, e nessuna pista valida. Durante le interrogazioni ai parenti, amici e conoscenti vicini al defunto, si scoperchia il turpe mondo sotterraneo dell'onorevole D'Amato. La moglie Selene confessa la loro finta e ipocrita vita di coppia felice; viene fuori la presenza della bella Gabriella Lo Verso, calorosa amante dell'onorevole. Si scoprono questioni in sospeso anche con il sindaco del paese, Ficarra, perché faceva la corte alla moglie di D'Amato. Accomando ha dato vita ad un giallo di grande effetto degno del maestro conterraneo, Andrea Camilleri. Sviscera tutti gli elementi che delineano una società composta da parassiti più o meno debosciati, le vite fasulle di personaggi dell'alta borghesia siciliana, perfettamente rapportabili alla borghesia nazionale tutta, che si nascondono dietro maschere di cera, pronte a sgretolarsi. Il colpo di scena finale farà del romanzo (o metaromanzo) un'opera teatrale di pirandelliana memoria in cui l'autore scompone la struttura drammatica e sopprime la barriera artificiosa tra finzione e realtà, ponendosi egli stesso parte integrante di tale opera. "Nel Romanzo" è sicuramente un giallo ben riuscito, con un ritmo serrato e una scrittura descrittiva carica di particolari è capace a tenere il lettore incollato dalla prima all'ultima pagina del libro.
   

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