Medico aggredito, ordinanza per sette

Indagini Ps su raid Capodanno pronto soccorso ospedale a Catania

(ANSA) - CATANIA, 16 FEB - Un'ordinanza cautelare personale per 7 persone è stata eseguita dalla polizia di Stato di Catania nell'ambito delle indagini sull'aggressione, il 1 gennaio scorso, a un medico del pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a Pubblico ufficiale. Il provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura Distrettuale, si basa su indagini della Squadra Mobile che hanno permesso di individuare gli altri autori dell'aggressione. Per il raid punitivo commesso il giorno di Capodanno nei confronti del medico, che aveva rifiutato di fornire i dati di una paziente, è stato già arrestata una persona, Mauro Cappadonna, 47 anni, che è a processo davanti al Tribunale monocratico.
   La squadra mobile ha eseguito una ordinanza agli arresti domiciliari per Mauro Cappadonna, di 58 anni, che è già a processo per l'aggressione, accusato di lesioni aggravate ed interruzione di pubblico servizio. Lo stesso provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti di altri sei presunti partecipanti al raid nell'ospedale Vittorio Emanuele. Sono salvatore Di Maggio, di 42 anni, Federico Egitto, di 20, Santo Antonino Lorenzo Guzzardi, di 25, Giuseppe Tomaselli, di 32, Luciano Tudisco, di 24, ed Angelo Vitale, di 20. I reati contestati, a vario titolo, dal Procuratore Carmelo Zuccaro e dal sostituto Martina Bonfiglio sono lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a pubblico ufficiale. Il Gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo ha rigettato una analoga richiesta di misura cautelare per due metronotte che erano quel giorno in servizio.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura, si sono avvalse della testimonianza di decine di persone, compreso il medico vittima dell'aggressione, e della visione dei filmati dell'impianto di videosorveglianza dell'ospedale.
Il raid, hanno confermato gli investigatori, scaturì dal rifiuto del medico di fornire il nominativo di una persona che, coinvolta in un incidente stradale con l'auto della moglie di Cappadonna, era stata poco prima visitata nel Pronto Soccorso del nosocomio

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