Terrorismo: Carrère, condivido paura

Scrittore in Sicilia per il premio Tomasi di Lampedusa

(ANSA) - PALERMO, 6 AGO - In Sicilia per ritirare il premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa che gli sarà consegnato domani a Santa Margherita di Belìce, lo scrittore francese Emmanuel Carrère, autore de "Il Regno", originale inchiesta su "quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo", in conferenza stampa a Palermo non vuol parlare di religione e di terrorismo: "Condivido le paure della gente, ma non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto".
    Carrère spiega che per la stesura del Regno ha consultato testi in traduzione francese: "Non conosco il greco e l'ebraico, ma ho presenziato alla traduzione del Vangelo di Marco. Il cristianesimo tiene in grande considerazione la traduzione; islam ed ebraismo si attengono al significato letterale della parola".
    Alla domanda se il concetto di religione di Stato comprometta la laicità delle istituzioni, Carrère ha detto che "adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà".

Nel palazzo Tomasi di Lampedusa, dove Carrère ha tenuto la conferenza stampa a fianco di Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dell'autore del Gattopardo, lo scrittore ha confessato la sua passione per un siciliano che non è l'ex padrone di casa: Leonardo Sciascia, "rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura". Quanto a Tomasi di Lampedusa, Carrère sorvola sul capolavoro che l'ha reso noto e dice di apprezzare il racconto La sirena, "uno dei più belli mai scritti". 
   

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