Stato-mafia:teste,seppi da Lapis di accordi Ros-Ciancimino

Parla il legale di uno dei consigliori dell'ex sindaco mafioso

(ANSA) - PALERMO, 28 GEN - L'avvocato Giovanna Livreri, legale di Gianni Lapis, uno dei consigliori dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancmino, di cui conosceva famiglia e segreti, avrebbe saputo da suo cliente, nel 2005, che col figlio di Ciancimino, Massimo, le forze di polizia dovevano avere un atteggiamento più soft.
    Lo ha detto la Livreri deponendo al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia in cui Ciancimino jr è accusato di concorso in associazione mafiosa e calunnia. Dietro all'atteggiamento prudente degli investigatori nei confronti di Ciancimino, che del dibattimento è anche teste, ci sarebbe stato, come Lapis aveva saputo anche dall'ex sindaco, il "servizio" che entrambi, nel '92, avevano reso alle istituzioni, mettendo in contatto Cosa nostra con gli ufficiali del Ros Mori e De Donno, ora imputati al processo con l'accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato.
    Lapis avrebbe raccontato alla Livreri anche di un accordo fatto di scambi di richieste anche scritte, poi culminato nell'arresto del boss Totò Riina. La testimone ha detto che il suo ex cliente le avrebbe riferito di avere visto documenti pesanti che attesterebbero proprio i rapporti tra l'ex sindaco e esponenti delle istituzioni. Il pm Roberto Tartaglia, che ha esaminato la teste, le ha letto un passo di una sua intercettazione con Lapis del 2009 in cui questi le dice, riferendosi a Massimo Ciancimino: "quello ha i documenti del padre, se li caccia salta tutto". Nella telefonata la Livreri mostra di sapere a cosa il suo interlocutore si riferisse.
    Il processo è stato rinviato a giovedì per l'inizio dell'esame di Massimo Ciancimino. (ANSA).
   

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