Libri: L'elogio della vecchiaia di Renata Pucci di Benisichi

Un manuale per imparare a invecchiare con gioia

(ANSA) - PALERMO, 20 GEN - In tempi così tanto edonisti, dove tutto inneggia alla giovinezza, perseguita con ogni mezzo; in tempi di donne che non si vogliono arrendere, ecco che un piccolo volume, scritto da Renata Pucci di Benisichi, "Per un buon uso della vecchiaia" (Sellerio editore, pp. 80, euro 10), compie proprio il percorso inverso.  L'assunto è questo: vecchi è bello, è liberatorio, mille cose e intoppi si possono buttare al macero, e, soprattutto, non bisogna aver paura della solitudine, perché, al contrario, sono spariti i timori, le ansie di un amante improprio, e niente gelosie, niente attese estenuanti di telefonate, e tutti i guai che in genere una donna affronta dai 7 ai 70 anni. Poi però segue una sorta di rivincita, all'insegna di una libertà ampiamente e a volte a caro prezzo conquistata. E' un raffinatissimo libro, scritto in aforismi, spesso al femminile, che parte da una considerazione di assoluta logica: se la giovinezza, persino l'adolescenza e certamente la maturità ci possono riservare incontri, gioie, amori, anche dolori che a distanza di tempo, assumendo l'aspetto del ricordo, si rivelano molto meno crudeli, cosa ci fa pensare che lo stesso iter naturale non appartenga anche alla vecchiaia? Anche gli anni "canuti" possono riservare sorprese e felicità, d'altro genere, ma non meno piacevoli, a patto che, come l'autrice, si conservi un inesauribile desiderio di conoscenza, una curiosità senza limiti e una gioia di vivere che nemmeno i trentenni possono vantare. Narratrice, giornalista, professoressa, traduttrice, Renata Pucci di Benisichi ha già pubblicato altri sette libri con Sellerio. Racconti di vita vissuta, cose viste, luoghi e stravaganze appartenenti al suo piccolo e immenso mondo di nobildonna siciliana. (ANSA).
   

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