Eritrei danno lezioni lingua a Lampedusa

Isolani ricambiano con corso italiano.Nell'isola da quasi 2 mesi

(ANSA) - PALERMO, 17 GEN - Alcuni sono a Lampedusa dal 24 novembre, altri dal 3 dicembre, impegnati in un braccio di ferro con le autorità perché non vogliono farsi prendere le impronte digitali. Sono 150, o forse più, eritrei "irriducibili", i quali diffidano delle procedure volute dall'Ue e temono che il ricollocamento possa penalizzarli spedendoli in paesi dove non vogliono andare. Questo gruppo nelle ultime settimane si è un po' assottigliato, ma non troppo; e visto che non sa quando potrà lasciare l'isola, la piccola comunità eritrea ha pensato di impiegare il proprio tempo dando lezione di tigrino (la propria lingua) agli isolani, che ricambiano con lezioni d'italiano. La scuola è all'aperto, davanti alla chiesa madre, ed è stata "inaugurata" martedì scorso. Nelle ultime settimane, a più riprese, gli eritrei hanno manifestato pacificamente contro l'obbligo di farsi prendere le improntente; l'hanno fatto con cortei per le vie dell'isola o davanti alla chiesa, dove hanno esposto scritte per reclamare il diritto di scegliere un luogo dove ricominciare. Una notte hanno anche dormito all'addiaccio davanti al sagrato della chiesa, sostenuti da alcuni isolani che hanno portato cibo e coperte.

   

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