Botti: Catania, 15enne perde 3 dita mano

Sei gravi dei 12 feriti a Catania, egiziano rischia dita piede

(ANSA) - CATANIA, 1 GEN - Dodici feriti, sei dei quali ricoverati con la prognosi riservata, ma nessuno in pericolo di vita: è il bilancio dei botti sparati a Catania per Capodanno.
    Tra i casi più gravi un 15enne al quale sono state amputate tre dita della mano sinistra, un 47enne rischia di perdere  l'uso dell'occhio destro, dopo che gli è stato salvato il bulbo, mentre a un egiziano di 20 anni un petardo ha ustionato in maniera grave il piede destro. I pazienti più gravi sono ricoverati nell'ospedale Cannizzaro. Indaga la polizia di Stato.
   Secondo il Dipartimento della Pubblica sicurezza "ancora una volta gli episodi più gravi devono essere ricondotti all'uso sconsiderato di prodotti pirotecnici illegali".
Catania è stata una delle città sono emersi sei casi di particolare gravità, con persone ricoverate in due ospedali con la prognosi riservata, ma non in rischio di vita e con menomazioni complesse, tutte legate allo scoppio di petardi.

    All'ospedale Cannizzaro, in particolare, si trovano: un uomo di 48 anni, per lesioni causate dallo scoppio di un petardo che gli ha procurato la frattura della parete orbitale destra con perdita del bulbo oculare; un 43enne con un trauma alla mano destra con vasta perdita di sostanza e subamputazione del I, II, III e IV dito; un 23enne con una ferita lacero contusa alla mano destra con frattura della falange del I dito; un 30enne con l'amputazione dell'avampiede; un 15enne con amputazione parziale del I, II e III dito della mano sinistra.

All'ospedale Vittorio Emanuele è ricoverato, con prognosi riservata, un uomo di 23 anni con ferite al volto che interessano anche l'occhio sinistro. 

Sono sei i feriti finiti negli ospedali palermitani, invece, a causa dei botti di fine anno. Cinque sono palermitani mentre uno tunisino di 42 anni residente a Racalmuto (Ag) è stato trasferito dall'ospedale di Canicattì all'ospedale Civico per le ferite gravi riportate all'occhio e alla mano destra.

 

 

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