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Un consorzio europeo per lo studio e la protezione dei mari

Emso coinvolge otto Paesi e avrà sede a Roma

28 gennaio, 10:29
Nasce il primo consorzio europeo, con otto Paesi coinvolti, per proteggere e studiare una delle principali risorse del pianeta: il mare Nasce il primo consorzio europeo, con otto Paesi coinvolti, per proteggere e studiare una delle principali risorse del pianeta: il mare

Nasce il primo consorzio europeo, con otto Paesi coinvolti, per proteggere e studiare una delle principali risorse del pianeta: il mare. E' l'obiettivo del Consiglio di Ricerca Europeo Emso (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory) che avrà sede a Roma, con il coordinamento dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), e che è stato presentato oggi.

Emso
"Gli oceani sono la maggiore risorsa dell'uomo - ha detto Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv - e i fenomeni che li riguardano sono molto complessi e hanno ricadute enormi sull'intero pianeta. Serve obbligatoriamente un approccio di studio interdisciplinare e internazionale per poterli comprendere ed Emso rappresenta il contributo europeo in questa direzione". Il consorzio avrà sede a Roma e raccoglierà, sotto il coordinamento italiano dell'Ingv, la partecipazione di otto nazioni europee e la disponibilità a raccogliere e condividere i dati in arrivo da 11 osservatori scientifici sottomarini. Siti distribuiti tra l'Artico e il Mediterraneo, tra cui l'enorme telescopio sottomarino Km3Net per i neutrini sviluppato con il contributo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che serviranno a monitorare molti aspetti scientifici dei fondali marini.

Coinvolti otto Paesi, ma si punta ad un allargamento
"L'Unione Europea ha contribuito con 3,9 milioni di euro alla fase preparatoria di questa nuova infrastruttura europea - ha detto Robert Jan Smits, a capo della Direzione Ricerca e Innovazione della Commissione Europea - e sta fornendo un ulteriore supporto di 8,6 milioni per la sua implementazione attraverso i fondi Horizon 2020". La collaborazione che vede insieme Italia, Francia, Grecia, Irlanda, Portogallo, Romania, Regno Unito e Spagna sarà operativa da adesso ma già si guarda al futuro puntando ad allargare il consorzio ad altre nazioni che non hanno ancora aderito, anche fuori dai confini comunitari.

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