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Terremoto, a una settimana l'attenzione resta alta

Rischio che non si sia liberata tutta energia faglie

25 gennaio, 18:33
Terremoto, a una settimana l'attenzione dei sismologi resta alta Terremoto, a una settimana l'attenzione dei sismologi resta alta

A una settimana dal terremoto fra L'Aquila e Rieti del 18 gennaio, il numero e l'intensità delle repliche sembra andare verso l'esaurimento e la situazione torna ad avvicinarsi a quella del 17 gennaio, tuttavia l'attenzione dei sismologi resta alta sia sulla piccola area a Sud-Est della sequenza, rimasta silenziosa, sia sull'area colpita, che potrebbe non avere esaurito tutta l'energia accumulata. E' il bilancio tracciato dal sismologo Gianluca Valensise, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).



"La zona colpita dal terremoto del 18 gennaio ha continuato a dare molte repliche, ma tutte relativamente piccole", ha detto il sismologo. "Fino al 17 gennaio l'attenzione si concentrava principalmente su due aree: quella a Sud-Est di Amatrice e quella a Nord-Ovest di Ussita", vale a dire le ali estreme della sequenza iniziata il 24 agosto.

La preoccupazione, ha spiegato, era legata al fatto che "ci sono faglie attive lungo tutto l'asse dell'Appennino che non hanno dato grandi terremoti in tempi recenti". Le faglie accumulano infatti energia, caricandosi progressivamente fino a raggiungere il punto di rottura. Il terremoto del 18 gennaio, ha osservato, "è andata a riempire in parte lo spazio a Sud-Est di Amatrice, ma non completamente, è come se avesse 'saltato' un frammento".

Senza dubbio il terremoto del 18 gennaio è stato un caso "unico", ha osservato la sismologa Lucia Margheriti, dell'Ingv. Questo perchè i terremoti sono avvenuti su segmenti di faglia adiacenti a quelli che si erano attivati nel 2009, a pochi giorni dal sisma de L'Aquila. "E' stato un caso unico - ha spiegato la sismologa - perchè è avvenuto vicino a una struttura della quale si conosceva la geometria grazie agli studi fatti in precedenza e alla buona rete di strumenti nella zona. Per questo - ha aggiunto - è una delle prime volte che riusciamo a vedere chiaramente che cosa sta succedendo".
Quello che è possibile vedere con chiarezza, ha proseguito Margheriti - è che in passato quella faglia ha generato terremoti forti, di conseguenza non ci sono elementi per escludere un scossa importante", ma naturalmente "è impossibile dire quando questo potrà accadere".

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