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Terremoto, le prime immagini dei satelliti 'molto poco definite'

La neve impedisce di installare nuovi sismometri

19 gennaio, 18:02
Terremoto, la neve impedisce di installare nuovi sismometri Terremoto, la neve impedisce di installare nuovi sismometri

Sono "molto poco definite" a causa della neve sul terreno le prime immagini delle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio acquisite dai satelliti. Lo ha detto all'ANSA Riccardo Lanari, direttore dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr).
Le prime immagini delle zone del sisma sono state riprese dal satellite europeo Sentinel 1. "Le abbiamo analizzate ieri notte, ma sono molto poco definite a causa della copertura nevosa", ha osservato. Le radiazioni emesse dai satelliti, soprattutto quelle emesse dai satelliti Sentinel 1 e da quelli della costellazione Cosmo SkyMed dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), riescono a penetrare nel suolo solo quando il contenuto di acqua è limitato. "abbiamo in cantiere un tentativo con il satellite giapponese Alos, che funziona a una frequenza più bassa".
Rispetto a quanto è accaduto per i terremoti dell'autunno 2016, sarà necessario un po' di tempo in più per avere le immagini. Bisognerà attendere che la neve diminuisca. Tuttavia, ha osservato Lanari, nel caso di terremoti di magnitudo intorno a 5, come quelli del 18 gennaio, "le deformazioni generate nel suolo non sono rilevabili dai radar".

La neve abbondante nelle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio è un problema per i satelliti radar, ossia ai satelliti che dopo i sismi più forti entrano sempre in campo per misurare la deformazione del suolo sulla base del confronto delle immagini di una stessa zona rilevate prima e dopo le scosse. "Acquisiamo comunque le immagini sulla base del piano concordato con la Protezione Civile nell'agosto 2016", ha detto Alessandro Coletta, responsabile della missione Cosmo SkyMed, dell'Asi.
"La neve può disturbare i satelliti radar", ha osservato, e l'entità del disturbo "dipende da frequenza elettromagnetica delle onde nella quale funzionano i satelliti. La costellazione italiana Cosmo SkyMed, per esempio, lavora nella banda X e con lo spesso strato di neve che copre le zone colpite dal terremoto rischia di essere poco sensibile. Qualcosa di più potrà fare il satellite Sentinel 1 della costellazione europea Copernicus, che lavora in banda C. Le speranze maggiori sono riposte nel satellite Alos, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, che lavora nella banda L.

Difficile anche installare i sismometri
La neve impedisce ai sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di installare le stazioni mobili nelle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio. "L'emergenza meteo impedisce di andare sul campo con gruppi di intervento per installare stazioni mobili e rilevare evidenze di superficie", ha detto all'ANSA il direttore del Centro Nazionale Terremoti, Salvatore Massa.
"Oggi - ha aggiunto - abbiamo deciso di sospendere gli interventi per evitare di andare a gravare sull'andamento dei soccorsi". Alcuni dei sismografi mobili dovrebbero essere riparati, "ma stiamo posticipando questi interventi".

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