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Ingv, sequenza non ancora terminata

Quattro terremoti in tre ore, mai vista una serie simile

19 gennaio, 08:31
Le stelle indicano i 4 terremoti di magnitudo superiore a 5 avvenuto nella mattina del 18 gennaio (fonte: INGV) Le stelle indicano i 4 terremoti di magnitudo superiore a 5 avvenuto nella mattina del 18 gennaio (fonte: INGV)

Dopo una breve tregua l'Appennino torna a scuotersi con quattro terremoti, tre dei quali nell'arco di un'ora, tutti di magnitudo superiore a 5 e legati alla sequenza del 24 agosto 2016. Ha sussultato anchela zona più a Sud della sequenza del 24 agosto, che aveva cominciato a dare i primi segni di irrequietezza nei giorni scorsi con una serie di terremoti, il più violento dei quali di magnitudo 4,4.

Quattro terremoti in tre ore
Il primo, di magnitudo 5,1, è stato registrato dalla rete sismica nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) alle 10:25 e il secondo, il più forte con una magnitudo di 5,5, è avvenuto alle 11:14. Entrambi sono stati localizzati nell’area di Monterale; il terzo, di magnitudo 5,3, è avvenuto alle 11:25 dieci chilometri a Sud, nella zona di Capitignano. “Che tre terremoti avvengano a così breve distanza non è un evento eccezionale”, ha osservato la sismologa Paola Montone, dell’Ingv. Anche il 30 ottobre scorso erano avvenute due scosse di magnitudo superiore a 4.0 a distanza di pochi minuti dalla prima scossa di magnitudo 6,1.  Un quatro terremoto, di magnitudo 5,1, è stato registrato alle 14:34 sempre nell'Aquilano. Il terremoto è avvenuto alla profondità di 10 chilometri, con epicentro 3 chilometri dal comune di Barete e a 5 chilometri dai comuni di Pizzoli, Cagnano Amitero e Capitignano.

Mai vista una serie simile
Non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell'arco di tre ore "è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si manifestato". Lo ha detto all'ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell'Ingv. E' accaduto che siano avvenuti terremoti successivi in tempi ravvicinati, "a volte a distanza di pochi secondi, com'era avvenuto nel 1980 in Irpinia, altre volte con un intervallo di dieci ore: il concetto non cambia", ha detto ancora Amato. "Si sono viste più attivazioni progressive, purtroppo - ha aggiunto - non è chiaro il meccanismo che determina la variazione dei tempi".

Sequenza non ancora terminata
La sequenza sismica del 24 agosto che oggi ha portato a 4 terremoti di magnitudo superiore a 5 non è ancora terminata e si attendono altre scosse, anche se è impossibile dire quando arriveranno. Lo ha detto all'ANSA il
sismologo Gianluca Valensise, dell'Ingv. "Fino a ieri - ha spiegato  - la sequenza si era spinta fino a Sud di Amatrice e, come tutte le sequenze estensionali tende ad allargarsi sia verso Nord Ovest sia verso Sud Est". Secondo il sismologo l'estensione verso Sud Est "è più preoccupante perchè fra Amatrice e L'Aquila
era rimasto uno spazio libero", ossia nel quale da tempo non avvenivano terremoti. Con le scosse di oggi, ha osservato "è stato riempito in parte". Precisando che è naturalmente impossibile prevedere i terremoti, secondo Valensise, "sono da aspettarsi altri terremoti di magnitudo di questo tipo in direzione Sud-Est". In questa direzione si trova infatti l'ultima parte del sistema di faglie che non si è ancora attivato. Poi la sequenza terminerà. "Dopo questo settore - ha detto ancora il sismologo - si entra nel sistema di faglie che si era attivato nel 2009, generando il terremoto de L'Aquila, e che presumibilmente non è attualmente carico di energia e che di conseguenza non è in grado di dare forti terremoti".

Un sistema di faglie complesso
Tutti i terremoti registrati oggi nell’Aquilano si trovano alla stessa profondità, intorno a 9 chilometri, e tutti appartengono alla grande famiglia dei terremoti dell’Appenino. Vale a dire che dal punto di vista geologico hanno caratteristiche analoghe, con “piccole faglie di tipo distensivo orientate nella direzione Nord Ovest-Sud Est”, ha detto ancora la sismologa. Quello dell’Appennino è un sistema di faglie molto complesso e si spiega in questo modo il fatto che il terzo terremoto, pur essendo legato alla sequenza del 24 agosto, sia localizzato nell’area che si era attivata nel 2009, in seguito al devastante terremoto de L’Aquila.

Un silenzio di cinque mesi
La zona colpita da questo terremoto, compresa fra Montereale e Camposto, è rimasta 'silenziosa' per cinque mesi, ossia dall'inizio della sequenza del 24 agosto, ma "negli ultimi giorni è stata registrata un'attività sismica, compreso un terremoto di magnitudo 4,4. E' una zona sotto osservazione dall'agosto 2016 - ha aggiunto la sismologa - e coperta sia dai sismografi della rete fissa, sia dalle apparecchiature mobili installate da agosto in poi".

Il terremoto delle 11:24 localizzato nell'area della sequenza del 2009
Il terremoto delle 11.25, il terzo dei tre avvenuti oggi nell'Aquilano, è stato localizzato nella stessa area interessata dalla sequenza sismica del terremoto de L'Aquila nel 2009. "E' comunque legato alla sequenza del Reatino del 24 agosto 2016", ha detto Paola Montone. La zona colpita da questo terremoto, compresa fra Montereale e Camposto, è rimasta 'silenziosa' per cinque mesi, ossia dall'inizio della sequenza del 24 agosto, ma "negli ultimi giorni è stata registrata un'attività sismica, compreso un terremoto di magnitudo 4,4. E' una zona sotto osservazione dall'agosto 2016 - ha aggiunto la sismologa - e coperta sia dai sismografi della rete fissa, sia dalle apparecchiature mobili installate da agosto in poi".

Scosse avvertite da Ravenna a Foggia
I terremoti sono stati avvertiti da Ravenna a Foggia: sono le prime indicazioni che arrivano dal progetto "Hai sentito il Terremoto?" dell'Ingv. La sequenza di forti scosse che hanno colpito il Centro Italia sono state avvertite chiaramente a Roma come un terremoto del terzo grado della scala Mercalli. "I dati sono ancora preliminari - ha spiegato Patrizia Tosi, dell'Ingv - e al momento abbiamo le testimonianze di 1.500 persone in tutta Italia, ma i dati sono in rapidissima crescita". La mappa della percezione è per ora incompleta, a macchie di leopardo, e solo nelle prossime ore si avrà chiarezza su come le scosse siano state percepite nel territorio italiano. "Per ora - ha aggiunto Tosi - i dati in arrivo dalle zone vicine all'epicentro sono molto sparsi e indicano una scossa percepita del sesto grado della scala Mercalli. Le scosse sono state avvertite al Nord, fino a Ravenna e Forlì, e qualche testimonianza è arrivata anche fino dalla zona di Foggia".

Dalla mattina registrate oltre 100 scosse
Sono state più di 100 le scosse registrate da questa mattina nell'Aquilano dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L'ultima di magnitudo 5.0, corretta dopo una stima iniziale di 5.1, è stata registrata alle 14,33 a tre chilometri dal comune di Barete. Sono state 4 le scosse con magnitudo superiore a 5,0: la prima alle 10,25 di magnitudo 5,1 seguita dalla più intensa alle 11,14 di magnitudo 5,5. 

Scosse a macchia di leopardo
Tanti terremoti, disseminati nell'Italia centrale a macchia di leopardo: la loro successione ormai è tale che sarebbe improprio parlare di 'effetto domino'. Per Alessandro Amato "a questo punto è improprio descrivere quanto sta accadendo come un effetto domino". Nel caso del domino, infatti, l'orientamento in cui cadono le tessere suggerisce un'univa direzione, uguale per tutte e nella quale tutte sono coinvolte. Considerando la sequenza iniziata il 24 agosto, invece, si nota che "i terremoti non si sono spostati tutti a Nord o a Sud, ma che si sono mossi a macchia di leopardo, e che alcune zone non si sono mosse". Si potrebbe parlare piuttosto, secondo Amato, di "attivazione frammentata", nella quale quale la stessa faglia si rompe un po' alla volta. Nel caso dei terremoti di oggi questo va, naturalmente, verificato: al momento non è che un'ipotesi.

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