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Rete di sismografi per scoprire i segreti della fossa delle Marianne

A oltre 8.000 metri di profondità

13 gennaio, 10:23
Il sottomarino Deep Discoverer che ha esplorato la fossa delle Marianne nel 2006 (fonte: NOAA Office of Ocean Exploration and Research) Il sottomarino Deep Discoverer che ha esplorato la fossa delle Marianne nel 2006 (fonte: NOAA Office of Ocean Exploration and Research)

Installata una rete di sismografi lungo la fossa delle Marianne, il luogo più profondo della Terra. Lo ha fatto un progetto da 12 milioni di dollari condotto da Cina e Stati Uniti per avere un quadro dettagliato del comportamento delle rocce di questo abisso, profondo fino a circa 11.000 metri. Reso noto sul sito di Science, il progetto è guidato da Sun Jinlong, geofisico marino del South China Sea Institute Of Oceanology.

La Fossa delle Marianne è una depressione che si trova nell'Oceano Pacifico, a Est delle isole Marianne. In questo punto la placca del Pacifico scivola sotto quella delle Filippine e lo fa in modo particolarissimo: invece di scorrere sotto l'altra, praticamente si tuffa quasi in verticale. Questo processo (subduzione) genera una depressione a forma di arco della lunghezza di 2.550 chilometri, che nel punto più profondo, l'abisso Challenger, arriva a quasi 11.000 metri.

I ricercatori a bordo della nave di ricerca cinese Shiyan hanno sistemato proprio in questo abisso, alla profondità di 8.137 metri, sismografi fabbricati su misura per renderli capaci di sopportare una pressione fino a 1.000 volte maggiore di quella che l'atmosfera esercita sul livello del mare.

L'obiettivo è comprendere il meccanismo alla base di questo 'tuffo vertiginoso' di una placca sotto l'altra e perché in quest'area non vengano registrati forti terremoti, in grado di generare spaventosi tsunami, come quelli che si registrano in altre zone di subduzione fra due placche oceaniche.

''Ascoltando le onde sismiche, ci proponiamo di ottenere una immagine dettagliatissima degli strati di roccia deformate dentro e intorno alla fossa, alla ricerca di indizi sui meccanismi che li modellano'' ha detto Jian Lin, geofisico marino che lavora presso il centro di ricerca americano Woods Hole Oceanographic Institution. I dati raccolti saranno confrontati anche con quelli di altre ricerche precedenti che hanno registrato le onde sismiche ma in punti meno profondi della fossa. Questo secondo Jinlong, dovrebbe dare un quadro completo per comprendere come mai ''il Challenger Deep si comporti in modo così strano''.

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