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Nel Dna il segreto dei 'super pesci' resistenti a inquinanti

Dai loro geni una 'lezione' utile anche per la salute dell'uomo

10 dicembre, 20:00
Esemplare di killifish Atlantico. Questi pesci si sono adattati a livelli altamente tossici di inquinamento (fonte: Andrew Whitehead/UC Davis) Esemplare di killifish Atlantico. Questi pesci si sono adattati a livelli altamente tossici di inquinamento (fonte: Andrew Whitehead/UC Davis)

Dei 'super' pesci resistenti agli inquinanti si stanno sviluppando negli estuari di alcuni fiumi statunitensi pesantemente contaminati da rifiuti industriali, diossine, metalli pesanti e idrocarburi. Ottomila volte piu' resistenti dei loro simili, questi pesci riescono ad evolversi rapidamente grazie alla loro incredibile varieta' genetica, una 'tavolozza' ricchissima di sfumature in cui la selezione naturale puo' attingere a piene mani per disegnare le loro nuove caratteristiche. Lo dimostra uno studio coordinato dall'Universita' della California a Davis e pubblicato su Science.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato il Dna di quasi 400 Ciprinodontidi americani (noti come 'Atlantic killfish') pescati nel fiume Elizabeth in Virginia, nella baia di Newark in New Jersey, a New Bedford Harbor nel Massachusetts e nell'area di Bridgeport in Connecticut. Dalle analisi e' emersa una grande variabilita' genetica nei pesci ancora sensibili agli inquinanti, che invece tende a calare drasticamente nei super pesci adattati agli ambienti antropizzati: questo dimostra che l'inquinamento ha comunque prodotto un importante ridimensionamento delle loro popolazioni,  riducendo il numero di individui che hanno la possibilita' di incrociarsi scambiandosi informazioni genetiche.

Il segreto è nei geni
Lo studio ha permesso inoltre di individuare alcuni geni associati ad una maggiore sopravvivenza: sono in particolare i geni coinvolti nella cascata di segnali attivata dal recettore cellulare per gli idrocarburi arilici (Ahr). ''Se riusciamo a capire quali geni possono conferire sensibilita' o resistenza in altri vertebrati simili a noi - spiega il coordinatore dello studio, Andrew Whitehead - allora forse potremmo capire come persone diverse reagiscono a queste sostanze chimiche in base alle mutazioni che portano nei loro geni''.

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