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Le nubi tingono di blu elettrico il cielo dell'Antartide

Fenomeno stagionale in anticipo, colpa del clima che cambia

06 dicembre, 10:23
Rappresentazione artistica del satellite Aim, che ha osservato le nubi nottilucenti sull'Antartide (fonte: NASA) Rappresentazione artistica del satellite Aim, che ha osservato le nubi nottilucenti sull'Antartide (fonte: NASA)

Il cielo dell'Antartide si tinge di blu elettrico, grazie all'arrivo della stagione delle nubi nottilucenti nell'emisfero meridionale: queste nuvole, le più alte dell'atmosfera terrestre, si formano a circa 80 chilometri di altitudine per condensazione delle particelle di ghiaccio derivanti dai detriti di meteore, che riflettono la luce del Sole come dei microscopici specchi generando spettacolari riflessi blu. I primi bagliori di questa nuova stagione sono stati colti dal satellite Aim (Aeronomy of Ice in the Mesosphere) della Nasa in netto anticipo rispetto agli anni scorsi, ottenendo così preziose informazioni sui cambiamenti climatici in atto.



''Aim studia le nubi nottilucenti per aiutarci a capire meglio lo strato dell'atmosfera in cui si formano, la cosiddetta mesosfera, e le sue connessioni con gli altri strati, con il meteo e il clima'', spiega Lina Tran, del Goddard Space Flight Center della Nasa. ''Osserviamo queste nubi stagionalmente durante l'estate - aggiunge l'esperta - sia nell'emisfero settentrionale che in quello meridionale. Questo è il periodo in cui la mesosfera è più umida, con la risalita del vapore acqueo dalle altitudini inferiori. Inoltre, è anche il periodo in cui la mesosfera è il posto più freddo sulla Terra, per effetto della circolazione stagionale dei venti''.

Quest'anno il satellite Aim ha osservato l'inizio della stagione delle nubi nottilucenti sull'Antartide già lo scorso 17 novembre: mai si era registrato un avvio tanto precoce da quando Aim ha iniziato a sorvegliare l'emisfero meridionale dopo il suo lancio, avvenuto nel 2007. Secondo gli esperti della Nasa, questo fenomeno corrisponde ad un cambio stagionale anticipato alle altitudini inferiori.

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