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Eruzioni a 'singhiozzo' per il supervulcano dei Campi Flegrei

Lo indica un modello basato sull'attività di 15.000 anni

05 dicembre, 19:27
I Campi Flegrei in un dipinto di Michael Wutky (1739–1822) I Campi Flegrei in un dipinto di Michael Wutky (1739–1822)

Il supervulcano dei Campi Flegrei ha un'attivita' eruttiva a 'singhiozzo', dalla frequenza irregolare: lo indica un modello messo a punto da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), universita' di Pisa, Scuola Normale Superiore di Pisa e universita' di Napoli Federico II. Pubblicato sul Journal of Geophysical Research - Solid Earth, il modello si basa sui dati relativi alla storia dei Campi Flegrei per fornire stime sul possibile comportamento futuro del supervulcano più pericoloso d'Europa.

Analizzando le circa 70 eruzioni avvenute negli ultimi 15.000 anni, i ricercatori hanno visto che queste si sono concentrate in tre epoche fasce temporali, della durata di alcuni secoli, alternandosi a periodi di quiescenza durati millenni. Spesso le eruzioni vicine nel tempo hanno formato gruppi vicini anche geograficamente, prevalentemente lungo i bordi della caldera e nella sua zona centro-orientale. L'ultima di queste eruzioni e' stata quella di Monte Nuovo, avvenuta nel 1538, dopo oltre 3.000 anni di quiescenza, e i ricercatori sono partiti da questa per ipotizzare due scenari.

"Assumendo che l'eruzione di Monte Nuovo abbia segnato l'inizio di una nuova epoca eruttiva della caldera, il modello fornisce una stima media di poco piu' di un secolo del tempo di attesa prima del prossimo evento calcolato da oggi, ma con una grande variabilita' della stima", ha spiegato Augusto Neri, direttore della Struttura Vulcani dell'Ingv. In particolare, ha aggiunto, "il tempo di attesa puo' variare tra diversi anni fino ad alcune centinaia".

Viceversa, nello scenario in cui l'eruzione di Monte Nuovo non segni l'inizio di una nuova epoca eruttiva, "queste stime crescono significativamente, arrivando anche a tempi di attesa previsti per la prossima eruzione superiori al millennio".

Le stime, ha osservato l'esperto, sono di carattere statistico e basate esclusivamente sulla conoscenza della storia eruttiva del vulcano, nell'ipotesi che il suo comportamento passato sia rappresentativo di quello futuro. Sono comunque complementari alle previsioni di breve termine, che sono invece possibili con il monitoraggio del vulcano e lo studio dei processi che governano la risalita di magma nel sottosuolo.

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