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La Terra super-affollata entro il 2100

Saremo 11,2 miliardi

11 agosto, 13:27
Terra super-affollata entro 2100, saremo 11,2 miliardi (fonte: NASA's Earth Observatory) Terra super-affollata entro 2100, saremo 11,2 miliardi (fonte: NASA's Earth Observatory)

La Terra sarà super affollata nel 2100: entro fine secolo la popolazione mondiale potrebbe aumentare a 11,2 miliardi, con una crescita di ben 4 miliardi di individui in circa 90 anni. Già nel 2050 potremmo passare dagli attuali 7,3 miliardi di persone a 9,7 miliardi. In controtendenza l'Italia, seconda solo al Giappone per l'invecchiamento della popolazione. E' quanto emerge dai dati presentati dalle Nazioni Uniti nel convegno Internazionale di Statistica, in corso negli Stati Uniti, a Seattle

Nonostante il generale declino della fertilità, la popolazione aumenterà complessivamente del 23% e la crescita rigarderà soprattutto alcune zone dell'Africa sub sahariana. Soltantoo in Nigeria, il Paese più popoloso del continente africano, la popolazione potrebbe quadruplicare entro il 2100, passando da 182 a 752 milioni.

E' prevista una crescita anche negli Usa, dove nel 2100 gli abitanti potrebbero aumentare da 322 milioni a 450 milioni. ''Queste proiezioni servono ai Governi per vedere se questi scenari immaginati sono sostenibili o meno e scenari come quelli presentati oggi non lo sono'', rileva l'esperto di demografia, Antonio Golini.

Se per alcuni Paesi il problema sarà la crescita della popolazione, per altri, Italia compresa, sarà l'invecchiamento, con i suoi costi. Lo studio ha infatti analizzato anche la percentuale che indica il peso delle persone a carico dei lavoratori potenziali (la cosiddetta percentuale potenziale di sostegno, o Psr).

Il Giappone ha attualmente il Psr più basso a 2,1, seguito dall'Italia che ha il 2,6. Anche negli Stati Uniti questa percentuale è destinata a scendere, e si prevede che passi dall'attuale 4% all’1,9% entro il 2100. In Germania invece entro fine secolo, questa percentuale passerà da da 2,9 %a 1,4%; in Cina, da 7,1% a 1,4%; in Messico da 8,7% a 1,4%; in Bangladesh, dall'attuale 11,2% a 1,6%.

In questi Paesi, compresa l'Italia, secondo Golini ''bisogna immaginare una organizzazione sociale diversa. Non più una prima fase fino ai 25 anni dedicata all'istruzione, poi una fase produttiva e poi una terza età dedicata alla pensione''. Ma, per l'esperto, alla fase di istruzione e formazione ''dovrà seguire una lunghissima fase da adulti nella quale i giovani e gli anziani lavoreranno sempre sia per il mercato, sia in attività di sostegno per coloro che non sono in grado di prendersi cura di sé''.

La rapida crescita della popolazione nei paesi ad alta fertilità come l'Africa può invece far aumentare una serie di problemi già esistenti. Tra questi i problemi legati all'uso delle risorse e l'inquinamento, la salute materna e la mortalità infantile, disoccupazione, bassi salari e povertà.

Per Golini la crescita della popolazione ipotizzata per l'Africa significa ''che nel continente bisognerà creare 600-700 milioni nuovi posti di lavoro, dal momento che è impossibile bisogna pensare a una Unione Euro-Africana con la libera circolazione di persone e merci che potrà equilibrare la situazione''.

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