Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Terra &Poli > In Italia due dei più grandi giacimenti di terre rare

In Italia due dei più grandi giacimenti di terre rare

Preziosa risorsa mondiale fondamentale ma non sfruttata

06 dicembre, 19:08
Ossidi di terre rare (fonte: Peggy Greb, US Department of Agriculture) Ossidi di terre rare (fonte: Peggy Greb, US Department of Agriculture)

In Italia sono presenti alcuni dei più grandi bacini al mondo di Antimonio e Titanio, due elementi rari e fondamentali per l'industria tecnologica come quella che produce smartphone e pannelli solari, ma non vengono sfruttati.
È quanto è emerso nella prima giornata universitaria dedicata alle materie prime, organizzatadalla Commissione Europea presso l'università Sapienza di Roma. L'obiettivo è rafforzare la competitività e l'occupazione sfruttando l'enorme potenziale del settore.

"Abbiamo una cassaforte piena di ricchezza sepolta nel terreno e non la tiriamo fuori", ha detto Andrea Ketoff, direttore generale di Assomineraria. Si tratta dei più grandi bacini europei e i secondi a livello mondiale di Antimonio e Titanio - due delle cosiddette terre rare ossia elementi chiave in ambito tecnologico - che non vengono estratti ma anzi importati dall'estero.

"Nel 2011 abbiamo pubblicato una lista delle materie da cui dipendiamo per tutte le tecnologie, e alcune di queste le importiamo al 100%", ha osservato Mattia Pellegrini, responsabile per le materie prime nella Commissione Europea.
Nonostante le grandi ricchezze presenti nel sottosuolo, sia a livello di esplorazione che di estrazione, l'Italia rappresenta il fanalino di coda in Europa. "L'Italia è uno dei più grandi produttori di marmo, sabbie e cemento, ma è anche ricca di idrocarburi e molti elementi preziosi che non vengono sfruttati.
Bisogna inoltre comprendere che non è possibile sostenere l'industria delle tecnologie verdi, così come tutto il mondo digitale, senza l'estrazione di questi minerali. Sono infatti insostituibili per realizzare celle fotovoltaiche o le turbine eoliche".

L'accesso alle preziose risorse di terre rare sta assumendo un valore sempre più grande: basti pensare ai contenziosi tra Cina e Giappone sulla contesa di alcune piccole isole la cui ricchezza sono proprio alcuni giacimenti di elementi rari. L'economia hi-tech, come gli smartphone, i computer, le tecnologie a schermo piatto o le macchine ibride o elettriche, non potrebbero essere realizzati senza determinate materie prime e si stima che almeno trenta milioni di posti di lavoro nell'Ue dipendano dall'accesso alle materie prime.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA